LEONARDO E L’ANGELO BISEX

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Strepitosa mostra a Stia (Arezzo) dell'"Angelo Incarnato" di Leonardo da Vinci, opera scandalosa ed enigmatica, unica testimone, secondo gli studiosi, della sua bisessualità.

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Nel 1991, un disegno di Leonardo da Vinci, ritrovato in Germania, suscitò un immenso clamore in tutto il mondo. La notizia venne diffusa, per la prima volta, sulle pagine del "Mail on Sunday" di New York, e poi ne fu dato In Italia uno strepitoso annuncio dal "Corriere della Sera". Si trattava di un disegno scabroso, sottratto nel secolo scorso dalle raccolte reali del Castello di Windsor, forse con tacito consenso della regina Vittoria che voleva disfarsi per "pruderie" di alcuni disegni imbarazzanti.

In Italia non è mai stata esposto, e una volta tanto non vogliamo chiederci il perché… Ma l’"Angelo Incarnato" è uno dei disegni di Leonardo Da Vinci più enigmatici, suggestivi e anche scandalosi che si siano mai visti, oltre ad essere l’unica immagine a confermare le sue tendenze bisessuali. E finalmente, da oggi anche gli italiani potranno apprezzarla. L’esposizione dell’Angelo di Leonardo si terrà, infatti, al Palagio Fiorentino di Stia, dal 1 luglio al 28 ottobre 2001.

L’opera raffigura un giovane angelo dalla testa reclinata e sorridente, incorniciata da una lunga capigliatura di riccioli neri, il braccio destro scorciato in avanti con la mano appena abbozzata nel gesto di indicare verso l’alto, l’altra mano ripiegata sul petto a trattenere un velo trasparente che ricade verso il basso. Il seno è accennato con taglio marcatamente femminile, mentre sotto il velo è visibile un membro virile.

L’opera, montata nei laboratori del Castello di Windsor, è visibile da entrambi i lati, in quanto in uno contiene il disegno a carboncino su fondo azzurro della figura originalissima dell’androgino, e nell’altro presenta le parole di Leonardo, in riferimento alla inimitabile capacità di Apelle nel saper rappresentare quello che non si vede, cioè tuoni e lampi, che è poi quanto Leonardo volle rappresentare nei "Diluvi".

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