Licenziati e minacciati di morte dopo le nozze simboliche

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Le minacce sono arrivate dalla famiglia. I due, sfrattati anche dal padrone di casa.

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Ekin Keser e Emrullah Tuzun nel giorno del matrimonio

Ekin Keser e Emrullah Tuzun nel giorno del matrimonio

Si erano sposati, simbolicamente, in pubblico. Un gesto di orgoglio e rivendicazione che Ekin Keser, 21 anni di origine araba, e Emrullah Tuzun, 28 anni curdo, hanno pagato molto caro. Quella turca, infatti, è una società ancora molto chiusa nei confronti delle persone lgbt che subiscono continue discriminazioni e un alto livello di omofobia. E così, i due ragazzi, si sono ritrovati licenziati, sfrattati dalla casa dove vivevano, ripudiati dalle famiglie (che pure sapevano della loro omosessualità) dopo che le immagini del loro matrimonio hanno fatto il giro del mondo.

“Quando il matrimonio è finito sui giornali, i nostri familiari e i nostri amici hanno cominciato ad allontanarci e i miei familiari e i miei fratelli hanno cominciato a minacciarmi di morte” ha raccontato il giovane curdo ai siti locali secondo quanto riporta l’ADNkronos.

“Lavoravo come cameriere nel quartiere Kadikoy di Istanbul – ha raccontato – ma poi sono cominciate ad arrivare tante minacce e il mio datore di lavoro è venuto a sapere della situazione. Così mi ha licenziato. Il mio compagno Ekin non lavora, perché è ancora studente, e quindi ero l’unico a procurarci da mangiare”. “Ora tutto quello che vogliamo – ha concluso – è che le nostre famiglie e la gente a loro vicina ci lasci in pace”.

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