L’intervista a Hillary Clinton: “Combatterò per la tutela dei diritti LGBT”

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L'intervista integrale a Hillary Clinton di "Advocate": si parla di Orlando, di omofobia e transfobia, e di cosa si può fare per proteggere la comunità LGBT dalla violenza.

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Oggi inizia la convention democratica e la candidata alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton parla a Advocate, famosa rivista LGBT americana, di legge sull’eguaglianza, di strategie per liberare il paese dall’AIDS, delle leggi che vogliono restaurare la discriminazione nel nome della libertà religiosa.

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Da Segretario di Stato non ha mai parlato di matrimoni gay, cosa che invece lei ha fatto una volta lasciata la carica. Ha più volte detto che la sua idea a riguardo è stata creata e formata da persone che a lei vicine. Ci vuole parlare di loro?

Sì, come molti di noi, le mie idee a riguardo sono nate dal confronto con persone che conosco e stimo. Per esempio una coppia di amici dei miei genitori, Dillard e Larry. Ho passato molto tempo con loro a parlare di politica mentre mia madre si faceva aiutare nei lavori di casa. Sono stati vicini a mio padre in ospedale alla fine. Fu proprio Larry a tenergli la mano mentre moriva. Sono una coppia che si ama e si impegna come tutte le altre coppie. E nel tempo, ho capito quanto sia ingiusto non lasciarli sposare. Ed è stata una vera gioia, dopo la sentenza della Corte Suprema, ricevere l’invito per le loro nozze. Dillard e Larry hanno formato non solo me, ma le idee di tutta la famiglia e di questo gliene sono grata. E sono grata a tutti i sostenitori, le loro famiglie e gli amici che non hanno mai smesso di dire che quel che è giusto è giusto. Mi hanno aiutato a capire e gliene sono grata.

Sappiamo che sua figlia Chelsea si è impegnata nelle azioni per il matrimonio egualitario. Ha avuto un ruolo nelle sue decisioni?

Sicuramente. Questo è uno degli argomenti per cui lei si è sempre scaldata. Sono fiera di Chelsea per molte ragioni e questa è sicuramente una di quelle.

Ogni leader nazionale che ora è a favore del matrimonio egualitario ha avuto una evoluzione su questo argomento. Pensa che dovremmo valutarla con uno standard differente rispetto al presidente Obama, o al vice Biden, o al segretario di Stato Kerry, tanto per citare i principali che hanno cambiato idea?

No. Le persone LGBT hanno ogni diritto di ritenerci responsabili e valutarci per le nostre azioni passate e presente.

Lei ha detto che l’Equality Act (un decreto antidiscriminazione sui posti di lavoro e altro) è un pezzo nobile di legislazione che merita di diventare legge, facendone una priorità. Ma il congresso non sembra intenzionato a passarlo. Cosa pensa di poter fare di fronte a un congresso recalcitrante?

Sì, confermo che è un pezzo nobile di legislazione. Nel 2016 ci sono ancora posti in America dove le persone possono essere licenziate o cacciate dalla loro casa per le persone che amano o per quello che sono. E’ profondamente sbagliato. Va contro tutto quello in cui crediamo. E sono molti gli americani che lo hanno capito. Se ce ne fossero altri, sarebbero loro a chiedere al Congresso di approvare l’Equality Act e impedire le discriminazioni sui posti di lavoro, nell’assegnazione delle case, nelle scuole, nell’accesso ai fondi pubblici e federali, compreso il credito, e nel sistema giudiziario. Così è quello che farò, porterò la cosa davanti alla gente. E’ importante sapere che anche senza legge ci sono molti decreti che il prossimo Presidente può fare per proteggere i diritti LGBT. Un esempio: il Presidente Obama ha emesso decreti per proteggere le persone LGBT nei posti di lavoro, nell’assegnazione degli alloggi e nel sistema sanitario. Il prossimo presidente può confermarli o toglierli. Trump ha promesso di togliere ogni decreto anti-discriminazione. Io li confermerò e andrò oltreEcco perché è così importante scegliere il prossimo presidente.

Cosa si può fare dalla Casa Bianca di fronte a tutti queste “leggi di restaurazione della libertà religiosa” con la quale si reintroducono discriminazioni sulle persone LGBT in almeno 22 Stati dell’unione?
Credo che la libertà e i diritti si possano proteggere difendendo allo stesso tempo la libertà religiosa. L’America è stata fondata sulla libertà religiosa. E’ scritta nella nostra Costituzione. Persino l’Equality Act difende i diritti LGBT prevedendo esenzioni su aspetti della libertà religiosa che sono con noi da sempre. Questo in realtà non dovrebbe essere un problema. Ma in molti Stati si usa il mantello della libertà religiosa per nascondere leggi che in realtà vogliono discriminare. E’ una cosa subdola e insidiosa. E noi non la permetteremo. Da Presidente, combatterò in prima persona per assicurarmi che gli Americani possa vivere senza discriminazioni, compresa la comunità LGBT.
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