LO SPETTRO DELL’INDIFFERENZA

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E' l'emergenza Aids che dovrà affrontare Bruno Vegro, il nuovo presidente Lila, che chiede una 'vera campagna nazionale' e critica il ministro Sirchia: "Manca di concretezza e spirito...

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E’ Bruno Vegro il nuovo presidente della Lila, la massima associazione di lotta all’Aids in Italia. Vegro prende il posto di Vittorio Agnoletto, che conserva nell’organizzazione il ruolo di responsabile scientifico. Si avvia così un nuovo corso storico in cui, passati gli anni dell’allarme mediatico sulla "peste del duemila", avanza ora lo spettro dell’indifferenza e della disinformazione. E’ per questo che tra le prime determinazioni che Vegro ha annunciato c’è quella di "fare e richiedere una vera campagna nazionale" di lotta all’Aids, campagna della quale da anni, secondo Vegro, non si vede traccia.

"In Italia manca un progetto di prevenzione – ha detto Vegro sentito da Gay.it – e un lavoro capillare di informazione nelle scuole; mancano campagne nazionali istituzionalizzate. L’ultima che abbiamo visto ad opera del ministero ha avuto una diffusione e una visibilità assai limitata, oltre ad essere una campagna decisamente poco incisiva".

Riguardo alla situazione attuale, il neo-nominato presidente della Lila concorda sul fatto che ci sia una sorta di rilassatezza: "E’ vero che ci sono meno casi di Aids, ma è vero anche che tantissime persone nuove si sono infettate. E se le categorie tradizionalmente considerate a rischio e soprattutto la comunità gay è ben informata – a parte il fatto che occorre chiedersi quanto sia incisiva questa informazione, e quanto porti in effetti a un cambiamento del comportamento sessuale – è ancora necessario raggiungere le persone cosiddette ‘normali’".

A proposito della recente affermazione del ministro della Salute Sirchia secondo cui occorre attendere un vaccino come speranza finale di risoluzione del problema Aids, Vegro denuncia un atteggiamento nelle istituzioni poco concreto: "Affermazioni come quelle di Sirchia dimostrano che siamo sempre nel piano del desiderio e non in quello della concretezza. Sirchia è un medico, dovrebbe affrontare la questione con maggiore spirito scientifico".

Quarantacinque anni, di cui gli ultimi dieci spesi a lavorare tenacemente all’interno della federazione Lila, Bruno Vegro ha fatto esperienza diretta in quegli ambiti che fortemente caratterizzano, fin dall’inizio, le attività della Lila: la solidarietà e l’assistenza nei confronti delle persone in AIDS, tossicodipendenti e di chi si prostituisce.

Bruno Vegro è stato Responsabile del Progetto Unità Mobile per la Tossicodipendenza della sede comasca della Lila, ed è Responsabile del Progetto Centro Diurno a Bassa Soglia di Como nonché del Progetto di Unità Mobile per la Prostituzione. Di grande valore è anche l’esperienza lavorativa di Bruno Vegro, tutt’ora in corso, in una casa alloggio per persone malate di AIDS.

Ma l’esperienza di Bruno Vegro all’interno della Federazione Lila vede anche le sue attuali responsabilità quali Presidente della Lila Como.

Così finisce l’era Agnoletto nella Lila? Forse. Già da diversi mesi si era annunciato questo "cambio al vertice". Era stato lo stesso Vittorio Agnoletto la scorsa primavera, dopo aver svolto il ruolo di Presidente della Lila dal 1992, che aveva fortemente voluto che, allo scadere del suo terzo mandato (ovvero nel novembre 2001), vi fosse un ricambio nella direzione della Lila. Così, da sabato 17 novembre, l’Assemblea Nazionale della Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, riunita a Milano ha raccolto le richieste di Vittorio Agnoletto e ha ufficialmente indicato Bruno Vegro quale nuovo Presidente Nazionale Lila.

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Lila, venti sedi in tutta Italia che lavorano da quindici anni sui temi della solidarietà e dell’assistenza alle persone in AIDS e sieropositive, continuerà ad avvalersi dell’esperienza di Vittorio Agnoletto, che assume in toto la carica di Responsabile Scientifico.

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