Lombardia istituisce sportello pubblico per difendere la famiglia cristiana, costo: 80.000 euro.

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Soldi pubblici spesi per diffondere un'impostazione educativa che si richiami a valori religiosi.

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Un gravissimo vulnus alla laicità della cosa pubblica che genererà polemiche. Soldi pubblici spesi per diffondere un’impostazione educativa che si richiami a valori religiosi. Un forte odore di incostituzionalità pervade l’operazione della giunta regionale lombarda guidata da Roberto Maroni.

In risposta alla legge sulla “Buona Scuola“, nella quale sono previsti percorsi educativi di lotta alla discriminazione per orientamento di genere, la Regione Lombardia ha infatti istituito uno sportello definito “anti gender dalla stessa maggioranza leghista che sostiene il governo regionale. Lo sportello sarà avviato a settembre e secondo Cristina Cappellini, assessore leghista alle Culture, “costituirà un valido strumento di contrasto all’ideologia gender“. La gestione dello “Sportello famiglia” sarà affidato ai genitori di AGE.

Cos’è AGE. Ecco la definizione dal sito stesso dell’associazione cattolica:
Le associazioni A.Ge. raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi ai valori della Costituzione Italiana, delle Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo e del Fanciullo e dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita sociale per fare della famiglia un soggetto politico.

Sempre secondo Cappellini, come riportato da Repubblica.it, lo sportello dovrà “fronteggiare eventuali casi di forme di disagio nel percorso educativo degli alunni, avendo come stella polare i valori non negoziabili della famiglia naturale e della tutela della libertà educativa in campo alla famiglia stessa”.

L’associazione AGE ha vinto un bando pubblico e riceverà 30.000 euro per la gestione dello sportello.

Sarà istituito inoltre anche un numero verde per segnalare i percorsi educativi che si scosteranno dall’etica cristiana. Massimiliano Romeo, capogruppo Lega Nord alla Regione Lombardia, ha spiegato “Vogliamo istituire un numero verde al quale i genitori possano fare segnalazioni laddove avvengano insegnamenti contro i valori della famiglia”. “Il fatto che in alcune scuole – continua Romeo – vengano letti libri che parlano di identità fluida, nel senso che uno la mattina si sveglia e si sente maschio e la mattina dopo si sente femmina… queste sono cose che non devono trovare spazio nelle nostre scuole” e poi ancora “invitiamo l’assessore alla cultura a promuovere delle iniziative che vadano a difendere le nostre radici giudaico cristiane che l’Europa ha voluto negare e che noi invece abbiamo voluto ribadire con un’attenzione particolare legata al Natale“. Secondo l’esponente della Lega questo numero consentirà di attivare segnalazioni che saranno poi girate al provveditorato, per poi scalare fino al Ministero.
Secondo Romeo il costo del numero verde si aggirerà intorno ai 50.000 euro.

Articolo e video intervista di Repubblica.it >

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