Luxuria: mi negano di essere testimone

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La cugina di Vladimir Luxuria non avrà l'onore di avere l'onorevole parente transgender come testimone di nozze. Il vescovo di Foggia, Mons. Tamburrini, non glielo permetterà.

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Aggiornamento delle 21:30 

Il vescovo di Foggia, Francesco Pio Tamburrino, dopo le polemiche innescate dalla sua decisione di non permettere a Vladmir Luxuria di testimoniare al matrimonio della cugina, ha cambiato idea. Il deputato "potra’ tranquillamente fare il testimone di nozze avendo compiuto 18 anni, poichè‚ per la legge, per essere testimone, è sufficiente che una persona sia maggiorenne". Le nozze si terranno il 18 settembre del 2008.

Non c’è pace per Vladimir Luxuria. Dopo aver tentato di impedirle la frequentazione del bagno della Camera dei Deputati adesso c’è chi le impedirà – questa volta riuscendoci – di testimoniare alle nozze della cugina. Il niet è arrivato dal vescovo di Foggia, Mons Francesco Pio Tamburrino, uno che di riti se ne intende visto che nel 1999 è stato Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti dello Stato del Vaticano.

«Credo che questo divieto – attacca Luxuria– non sia legittimo in quanto non mi risulta che tra i requisiti per fare il testimone non possa rientrare la mia persona. È una faccenda che mi rattrista e non certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla».

Don Francesco, il parroco del Santuario dove si sposerà la cugina di Luxuria tiene però a precisare che «la decisione di negare il permesso di essere testimone di nozze non è stata presa in quanto Luxuria è omosessuale, ma in quanto non crede nei valori della famiglia, anche politicamente».

A chiarire se sia lecito o meno un tale atteggiamento della Chiesa è l’onorevole Franco Grillini, secondo cui «un testimone può essere anche non credente o di religione diversa e persino "pubblico peccatore", secondo le norme del diritto canonico». «Va ricordato inoltre – prosegue Grillini – che il matrimonio cattolico è considerato valido come tale dallo Stato che ne trascrive la celebrazione per gli effetti civili. Il rifiuto quindi di ammettere l’onorevole Luxuria si configura come una palese discriminazione verso una persona transessuale in aperta violazione delle norme concordatarie e della legislazione italiana vigente, in materia antidiscriminatoria.»

«Riteniamo questo fatto gravissimo – ha diciharato la presidentessa del circolo Mario Mieli, Rossana Praitano – perchè dimostra ancora una volta la pervicacia dei poteri forti della Chiesa che ogni giorno umiliano gay, lesbiche e transessuali, e si stringe idealmente con affetto attorno a Vladimir Luxuria».

L’onorevole Volontè (UDC), che non perde occasione per esternare, si chiede: «cosa avrebbe dovuto testimoniare Vladimiro? Forse avrebbe tentato una conversione degli sposi alle teorie di genere e al ‘transumanesimo’? Luxuria e il circolo Mario Mieli, colti dal più tardo furore laicista, vorrebbero una Chiesa sottomessa ai loro desideri, che permetta loro di intromettersi nelle scelte del Vescovo e del matrimonio religioso. I sindacati omosessuali e transessuali, esponenti del più spinto anticattolicesimo italiano, non dimenticano solo l’autonomia tra ‘Cesare e Dio’, ma anche – conclude Volontè – l’esistenza di una Chiesa già in perfetta sintonia e conformità con le loro idee: quella anglicana».

Nonostante le polemiche sembra proprio che questa volta Luxuria dovrà arrendersi al muro che le si erge davanti. Non si tratta del Parlamento ma di una chiesa e in casa degli altri non si può andare in bagno senza chiedere il permesso. Questione di galateo.

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