Ma la risposta di Arcigay non ci soddisfa…

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Nonostante le spiegazioni sui contributi dei propri collaboratori e sul presunto buco del 2007 rimangono irrisolte grandi questioni. A partire da quello che Arcigay non riesce a incassare...

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La replica tardiva di Arcigay – Nonostante da giorni avessimo

chiesto agli organi di Arcigay di chiarirci alcuni aspetti del loro bilancio, una risposta è arrivata solo oggi. Per averla sono servite due puntate della nostra inchiesta sul bilancio ma, come si dice, meglio tardi… Ringraziamo quindi il tesoriere Paolo Ferigo (in foto) per le delucidazioni che ci ha fornito ma che riguardano solo alcune delle questioni che avevamo posto. Sarebbe stato meglio avere un’intervista con qualcuno che conta anziché leggere un documento asettico, per quanto ufficiale, dell’associazione.

Il "buco" e i contributi – Siamo contenti di sapere che il disavanzo del 2007 è in realtà stata una scelta obbligata per un avanzo del 2006. La nostra analisi non si spingeva indietro fino a quell’anno. Siamo anche contenti di sapere che i contributi dei propri collaboratori vengano versati l’anno successivo a quello del bilancio. E’ chiaro che alla domanda che il tesoriere Paolo Ferigo ci ha posto in modo ironico "Se non li versassimo saremmo così stupidi da metterlo in bilancio?" presuppone un "Sì", ma non perché si è stupidi, ma in quanto è la legge a chiederlo. Al contrario si incorrerebbe nel reato di "falso in bilancio".

Quanto a tutto il resto, ci spiace dirlo, ma non possiamo essere soddisfatti. Sono rimaste aperte alcune delle più grandi questioni che abbiamo posto: come ad esempio quella degli iscritti.

Gli iscritti e le quote – Sembra normale ad Arcigay vantarsi di 170 mila iscritti solo perché i loro dati vengono conservati nei loro

archivi per due anni? Come dichiara la stessa Arcigay gli iscritti effettivi – cioè quelli che hanno regolarmente rinnovato la loro quota associativa – sono 110 mila. Come si può annoverare fra i propri associati anche gli altri 60 mila che hanno deciso di non rinnovare la propria iscrizione? Se questi tentassero, ad esempio, di entrare in un locale con la tessera scaduta, non gli sarebbe concesso. 

I soldi non riscossi – E’ un peccato che, come dice il tesoriere, "la cessazione delle attività di alcune (associazioni, ndr) e le difficoltà di altre sono alla base dei mancati o ritardati intoriti del tesseramento", perché si tratta di quasi 4 euro di ogni tessera che non entra in cassa come dovrebbe. Se gli iscritti di Arcigay sono 110 mila e ognuno paga una tessera di 15 euro, il totale guadagnato dal circuito è di 1.650.000 euro . Considerato che ci sono tipologie di tessere (per i turisti, ad esempio) che costano di meno consideriamo un incasso di 1.500.000 euro. Di questi solo 488 mila riescono ad entrare nelle casse dell’associazione: di fatto solo 3,80 per ogni tessera. Un po’ poco, soprattutto a chi crede che iscrivendosi (seppur con un meccanismo strano in uno dei locali del circuito) una quota consistente della somma vada a finanziare le attività associative: una somma rilevante rimane invece alla sauna di turno o alla discoteca a cui già pagate biglietto e consumazioni.

I rimborsi spese – Rimane aperto anche il problema dei rimborsi spese troppo alti. Nonostante al tesoriere non sembra "affatto strano trovare una quota anche significativa del bilancio dedicata agli spostamenti e alle spese inerenti" a noi sembra che la cifra di 107.348 euro sia effettivamente eccessiva. Se a questa poi andiamo ad aggiungere i rimborsi per i collaboratori dei progetti si arriva ad un totale di 156.628,64 (13 mila al mese) come ha calcolato un nostro lettore sul forum. Davvero troppo.

I preservativi – Insoddisfacente anche l’affermazione sui preservativi. Se davvero Arcigay ha comprato e distribuito preservativi ai circoli provinciali, come mai non si ha la voce di costo relativa in bilancio? I 20 mila euro a cui si fa riferimento sono stati spesi per collaborazioni (di chi?) e spese correnti (come quelle postali o bancarie). Di preservativi spiace vedere che non ce l’ombra.

I debiti – Nessuna spiegazione nemmeno per i debiti altissimi che Arcigay ha accumulato. Nel 2008, infatti, la somma dovuta ai suoi fornitori è raddoppiata rispetto all’anno precedente: si parla di 119 mila euro (nel 2007 erano 75 mila).

di Daniele Nardini

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