MADONNA UNA E TRINA

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Torna alla musica con collaborazioni di grande prestigio e al cinema con un film molto atteso. Sforna due singoli di successo e brani di classe per un prodotto...

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Il conto alla rovescia è quasi finito. I giorni che mancano al 14 aprile, data prevista per l’uscita di “Sai che c’è di nuovo “- film di John Schlesinger di cui Madonna è anche interprete insieme a Rupert Everett – sono ormai davvero pochi.

Il film è molto atteso, non solo dai numerosi fans di Madonna; la tematica gay che affronta sembra al momento essere di grande interesse per i media , ricordiamo che “ Boys don’t cry “ ha ricevuto l’oscar che ha premiato Hillary Swank , nel ruolo di Teena Brandon – Brandon Teena ,come attrice protagonista.

In una recente intervista Madonna ha dichiarato: ”Questo film rappresenta un vero e proprio affresco sulle relazioni non convenzionali che nella nostra società vanno aumentando: alcune donne scelgono di avere figli con un amico, altre sono madri single e gli uomini avviano un rapporto diventando patrigni. Quando si tratta di amore sei sempre pronta a correre dei rischi. Questo film è la storia di un amore particolare, ma credo che ciò valga per tutte le storie d’amore”.

Sono sicuro che anche questa volta Madonna riprenderà il suo posto non solo nel firmamento musicale, ma anche in quello hollywoodiano, ripetendo il successo dei suoi precedenti film, da “Cercasi disperatamente Susan” a “Evita”.

Musicalmente parlando, confesso che non sono stato uno di quelli che hanno amato molto la Madonna degli anni 80 e dei primi 90. Innegabilmente le sue hits erano sempre ottime e di successo ma non a tal punto da indurmi ad acquistare un solo album. Per non parlare poi del periodo di “Erotika”, in cui trovavo quasi ridicolo il suo atteggiamento di ostentare il sesso come l’eroina di un’assurda crociata che sembrava fosse l’unica a combattere. Ma è proprio in questo periodo che le sue produzioni musicali si fanno sempre più di qualità, i suoi collaboratori sempre più validi e noti nell’ambiente della musica.

Nel 1995 mi sono arreso alla sua collaborazione con i Massive Attack, ed ho acquistato il mio primo album, una raccolta per essere più precisi, “Something to remember”. Da allora sono stato un puntuale acquirente…

Ma veniamo ai nostri giorni, già da diverse settimane è disponibile nei negozi il cd della colonna sonora del film per il quale Madonna ha confezionato due singoli di ottima qualità. Il primo, “American pie”, un pezzo bellissimo, la cover di un brano che Don Mc Lean produsse nel 1972 con un testo ricco di allusioni alla storia americana prendendo come spunto “…the day the music die” : il giorno del 1959 in cui si schiantò al suolo l’aereo che trasportava i musicisti Buddy Holly, Big Bopper e Richie Valens (ricordate “La bamba”?) , disponibile anche nella versione cd single con l’aggiunta di tre versioni remixate già ballatissime nelle discoteche.

Il secondo, “Time stood still”, frutto anche questo della fortunatissima coproduzione con William Orbit, brano godibilissimo dalla avvolgente atmosfera che ricorda un pò le raffinate sonorità delle ballate del suo ultimo lavoro “Ray of light”.

Gli altri brani del cd, di cui Madonna è comunque la produttrice esecutiva , vedono protagonisti molti altri artisti di grande livello, da Manu Chao a Christina Aguilera, Olive, Moby, Beth Orthon, Groove Armada e molti altri che ne fanno un prodotto godibilissimo e di alta qualità.

Tra i brani più belli: “This life” di Mandalay, “I’m not in love” di Olive e “Why does my heart feel so bad” del dj americano Moby (nome d’arte di Richard Hall da quando ha scoperto di essere un discendente dell’autore di “Moby Dick” ,Hermann Melville).

Un’ultima nota merita la copertina, dove Madonna appare con un sempre più muscoloso Rupert Everett, tornato recentemente ai vertici del successo del grande schermo, dopo anni di ruoli secondari (ricordiamo ad esempio l’apparizione, nella parte di Marlowe, nel premiatissimo “Shakespeare in Love”) seguiti all’exploit del suo debutto in uno dei primi film a tematica gay degli anni 80, “Another Country”, dove lo ricordiamo sicuramente più giovane e…magrolino!!!

di Francesco Belais

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