MAHMOUD, CONDANNA RIDOTTA

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Uscirà tra poco ma la sentenza è un'aberrazione

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Non è una vittoria, ma presto Mahmoud, il giovane 16enne egiziano accusato di comportamenti immorali, uscirà di prigione. Il tribunale d’appello del Cairo cui si era rivolto, ha emesso la sentenza definitiva, che riduce a sei mesi di carcere la precedente condanna a 3 anni di lavori forzati. Il giovane dovrebbe essere liberato presto, considerando il tempo già scontato in carcere: da maggio si trova nelle malfamate prigioni del Cairo. La corte ha anche ordinato che Mahmoud sia tenuto sotto sorveglianza dalla polizia per un periodo di sei mesi dopo il suo rilascio.

Nel maggio scorso, Mahmoud, che allora aveva appena 15 anni, era stato arrestato insieme ad altri 52 uomini durante una festa gay su un barcone ancorato sul Nilo.

Come loro, il giovane ha affrontato un’accusa che è solo una forma eufemistica con cui le autorità egiziane mascherano la loro avversione verso l’omosessualità, che non è un reato secondo la legge, ma viene spesso perseguita appunto come "comportamento immorale".

Il tribunale ha ridotto la pena massima di tre anni precedentemente comminata, perché, secondo quanto ha specificato una fonte dello stesso tribunale, il giovane manca dell’esperienza e della responsabilità necessarie per distinguere "il giusto dallo sbagliato", intendendo chiaramente in Egitto che il comportamento omosessuale fa parte della seconda categoria.

Il mese scorso, un tribunale di Stato di emergenza aveva condannato 23 dei 52 uomini arrestati a maggio a pene carcerarie da uno a cinque anni, per accuse che includevano le "pratiche sessualmente immorali", mentre gli altri 29 imputati sono stati assolti. Questa sentenza, secondo la legge egiziana, non consente il ricorso in appello: l’unico che può rovesciare la condanna è il presidente Mubarak attraverso una petizione. Solo Mahmoud ha potuto presentare appello grazie alla sua particolare condizione di minorenne.

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