MAI PIU’ VITTIME

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Per la prima volta, anche l’Italia celebra il ‘Day of remembrance’ in memoria delle persone trans assassinate nel mondo. Le iniziative a Genova e Milano.

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MILANO – Quest’anno, per la prima volta, anche l’Italia celebrerà il 20 novembre il “Day Of Remembrance” delle persone transessuali e transgender, assassinate nel mondo. L’iniziativa promossa da Crisalide Azione Trans ha avuto l’adesione del Mit bolognese, del Coordinamento Nazionale Trans FTM di Genova, del Gruppo Luna Transessuali di Torino, dell’Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale, del C.I.G. Arcigay e del G.L.O. di Milano.

Ci saranno veglie in memoria delle vittime a Genova, alle ore 19.00, al Teatrino della Comunità di S. Benedetto al Porto. A Milano nella sede Arcigay in via Bezzecca, 3, alle 21.00 serata “Tra le rose e le viole”; Bologna terrà la commemorazione alle 18.00 nella sede Mit in via Polese XXX e Torino alle 21.00, presso la sede del Circolo GLBT Maurice, in via Della Basilica, 5.

Ma ecco com’è nato il ‘Remembrance Day’.

Rita Hester, transessuale americana, è stata uccisa il 28 novembre 1998. Oggi fa parte di un lungo elenco, non ancora concluso, di persone transessuali e transgender che sono sottoposte ad ogni sorta di vessazione sociale, di disprezzo e che conducono mani scellerate ad ucciderle o a sottoporle a indicibili violenze fisiche.

Il 7 settembre a Daytona Beach, in Florida, Jason Lee Starkey uccise con un colpo di pistola alla testa la bellissima Danielle Redding; Ukea Davis e Stephanie Thomas muoiono anch’esse, il 12 agosto di quest’anno, a Washington, colpite da alcuni colpi di arma da fuoco. Il 18 giugno del 2000, Amanda Milan è stata fatta oggetto di violenze corporali prima di essere strangolata. Ogni anno sono centinaia le vittime transessuali e transgender che trovano per strada o in casa chi li violenta, li maltratta e li uccide senza pietà né ragione. Molte ucccisioni passano nel silenzio assoluto in Paesi dove la transessualità è punita o dove i familiari cercano di coprire l’identità della vittima per paura e vergogna.

Nel 1999 la comunità omosessuale, transgender e transessuale di San Francisco, volle ricordare Rita Hester con una veglia: “Remembering Our Dead”, un momento di raccoglimento e di riflessione che da quattro anni è celebrata in molti altri Paesi del mondo. La violenza che riguarda i gay, transessuali e transgender ha spesso una copertura sociale che porta gli aggressori a pensare di avere le mani libere e ancor più di rimanere impuniti. Per le transessuali l’unico lavoro possibile sembra essere quello della strada, dove i pericoli sono maggiori. “E’ ovvio” dice Porpora Marcasciano, del Mit, Movimento identità transessuale e già responsabile del progetto prostituzione del Comune di Bologna “se si rende visibile come le istituzioni cominciano a farci la guerra, la violenza si scatena. Abbiamo fatto una specie di vademecum, di regole elementari, utilissimo per le molte sudamericane e non che sono costrette a lavorare in strada”. Eppure sono molti i clienti che si trasformano in criminali per ignoranza o la paura di affrontare con coraggio la loro omosessualità latente. A Roma, quest’anno sono molti, troppi, i gay uccisi e nelle altre città italiane molte transessuali sono state minacciate, derubate dei loro guadagni, picchiate. Occorre vigilare quando ci si apparta con un estraneo, denunciare senza paura gli eventuali aggressori e chiedere alle istituzioni maggiore sensibilità e protezione. Occorre una mobilitazione, spesso assente, per chiedere allo Stato di non essere relegati in un limbo giuridico che arma la mano dei violenti.

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Nella stessa giornata del 20 novembre, in segno di lutto, i siti internet delle associazioni che partecipano al “Day Of Remembrance” verranno oscurati, con un semplice comunicato e nel link del sito “madre” americano compariranno i nomi delle persone transgender e transessuali assassinate dal 1970 a oggi.

Un giorno per ricordare, un momento per lottare contro la violenza e la discriminazione sessuale.

di Mario Cirrito

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