MAMMA DI GIOVANI GAY

di

Paola dell'Agedo ai giovani disperati del forum

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A te, Marco (l’intervento di Marco sul forum, lo trovi cliccando qui) in particolare vorrei rispondere, a te che hai innescato il dialogo, ma anche a tutti gli altri giovani, molti, troppi che hanno tentato o pensano di sparire dal mondo perché stanno troppo male. E stanno male perché non si piacciono, perché pensano che nessuno li possa capire, che nessuno possa accettare un dialogo con una persona considerata negativa in tutti i sensi.

È proprio questo sentirsi addosso gli sguardi critici degli altri che spinge tutti noi, se non siamo abbastanza forti – ed è difficile esserlo soprattutto in giovane età – a reagire per scrollarseli di dosso questi sguardi, questi potenziali giudizi negativi. L’unica soluzione è quella di imparare ad aprire gli occhi su di noi, vedendo ciò che di bello e di buono c’è, senza troppo denigrarci, imparando così ad amarci. Solo così possiamo creare una barriera permeabile – non un muro – che respinga le aggressioni o ciò che noi reputiamo tali.

È vero, è facile parlare, ma chi ora sta soffrendo deve poter sentire, percepire l’affetto che moltissimi amici, seppur sconosciuti, offrono col cuore: è solo questa empatia carica di energia che può far risollevare d’impeto la testa china sui cattivi pensieri e far dire: ma allora non sono solo/a, c’è qualcuno che mi capisce, il mondo è pieno di persone come me e molte di queste persone vogliono che io viva, per me stesso e non solo per le persone che amo.

Noi genitori dell’AGEDO sappiamo quanta tristezza ci sia in molti di voi, quanta rabbia per il non sentirsi compresi, anzi molto spesso denigrati. Sappiamo quanto sia difficile, quando si sboccia al mondo, trovare un cielo cupo e non un prato fiorito.

Non scoraggiatevi, stiamo lavorando per voi, nelle Istituzioni come la scuola ed altro, anche a livello europeo, per far sì che tutti debbano avere un uguale rispetto ed attenzione, lontano dalla violenza, anche solo verbale.

Fatevi aiutare dagli amici, dalle amiche; se non l’avete ancora fatto, parlate in famiglia: i genitori, in un primo momento possono essere scorbutici, perché anche loro non preparati e pieni di pregiudizi, fatevi appoggiare da loro. Se non vogliono sentirne parlare, non disperatevi, provate a metterli in contatto con qualcuno di noi, che abbiamo già superato quei primi momenti, anzi addirittura desideriamo aiutare gli altri ad arrivare, prima di noi, ad una conclusione positiva.

Auguro a tutti voi che quella scintilla di luce che può capovolgere i nostri pensieri ed i nostri umori, vi possa scuotere aiutandovi a trovare tanta serenità

Un abbraccio carico di tanto affetto

Paola Dall’Orto

AGEDO

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