Manvreda, il primo principe gay e star di un reality

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Quando fece coming out, la sua famiglia lo diseredò e lo rinnegò. Adesso gli ha chieso scusa e lui lotta per i diritti dei gay nel suo paese...

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Manvendra Singh Gohil di Rajpipla ed è principe della corona indiana, ma quello che lo rende unico è che è il primo (e per il momento il solo) principe ad aver fatto comig out. E non in uno stato friendly, che lo avrebbe accolto a braccia aperte come l’Olanda o l’Inghilterra. No. In India.Quando Manvendra rivelò ai suoi genitori di essere gay suo padre lo diseredò e lo rinnegò, i suoi compatrioti bruciarono la sua imagine e molti ne chiesero che gli venisse tolto il titolo regale.

Sei anni dopo, Manvendra, che adesso ha 47 anni, è una delle tre star di Undercover Princes, un reality show in cui tre principi in incognito convivono in un appartamento in Inghilterra dove sono alla ricerca del vero amore.

Ma Manvendra è anche un avvocato che si occupa di diritti civili nelle cause che vedono protagonisti i gay o le persone affette da HIV nel suo paese. In più, il padre gli ha chiesto pubblicamente scusa per la reazione avuta spiegando che era stato spinto da altri a comportarsi in quel  modo e che non c’era alcuna ragione per diseredarlo o rinnegarlo.

Il principe ha spiegato a The Advocate che una delle ragioni che lo hanno spinto a partecipare allo show è stata la possibilità di fare tutto ciò che una persona comune fa oggi. "Una vera sfida per me – ha precisato – che posso avrei potuto fare tutto quello che non posso fare in India. Una liberazione". E poi racconta tutta la sua odissea, ma lo fa con un tono sereno come quandoil giornalista gli chiede come reagì ai roghi della sua effige da parte degli indiani.

"La gente era confusa – spiega -. Ho pensato molto bene alla mia prima intervista e dissi: ‘posso essere il primo membro di una famiglia reale ad essere venuto allo scoperto, ma non sono il solo‘, che significava che ci sono molte famiglie relai in India e che molti dei loro componenti sono gay o lesbiche e loro sanno che io so di loro. Quandoho fatto coming out, hanno avuto paura che potessi raccontare a tutti anche di loro. Sono loro che hanno istigato la gente contro di me".

"Qualsiasi cosa la gente abbia fatto – continua – io non condanno loro, condanno la loro ignoranza. Sono sicuro che quando conosceranno l’omosessualità e comprenderanno cos’è, torneranno ad avere comportamenti normali".

L’intervista continua con il racconto di come sono cambiate le cose in India grazie al suo coming out e al suo lavoro come attivista per i diritti dei gay e contro l’HIV."Molto è cambiato dal mio coming out – racconta il principe -. Qualunque cosa faccio, cerco di essere inclusivo e di non escludere. Ho sempre cercato di coinvolgere la società in qualsiasi attività organizzassi e la gente ha cominciato ad apprezzare il mio lavoro perché hanno capito che qualsiasi cosa faccia la faccio per aiutare tutti e che non faccio niente per danneggiare nessuno. La gente appoggia la trasparenza. Sanno che non faccio niente di male ad essere gay".

Quando Manvendra ha fatto coming out, nel 2006, l’omosessualità era ritenuta un crimine in India, ma grazie al lavoro degli attivisti, una sentenza dell’Alta Corte del 2009 l’ha depenalizzata.

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La strada da fare è comunque molta: secondo il principe, l’85 per cento dei gay in India sposa una donna, cosa che ha fatto anche lui quando era ragazzo, perché sono spinti dalle famiglie di origine a farlo, per crearsi una famiglia loro. Coloro che sono economicamente indipendenti, a volte, riescono a ribellarsi, ma la maggior parte non ce la fa perché non può permettersi di essere diseredato. Manvreda sarà re, alla morte del padre, il primo re dichiaratamente gay: un evento storico per l’India e per la comunità lgbt indiana.

Qui di seguito una clip di Undercover Princes:

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