Mapelli contro i vescovi svizzeri

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Il portavoce del Centro Studi Teologici: "Il documento emananto dai vescovi svizzeri sui gay nella chiesa e sulle coppie gay presenta molte contraddizzioni".

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MILANO – "Il documento emananto dai vescovi svizzeri sui gay nella chiesa e sulle coppie gay presenta molte contraddizzioni. Fa’ un passo avanti quando chiede perdono per i torti della Chiesa e quando ‘apre’ all’eventuale legalizzazione, da parte dell’episcopato, delle unioni civili, ma fa due passi indietro quando giustifica una condanna ‘biblica’, anacronistica e fuori contesto, contro i gay. Insomma di fatto questa Chiesa rimane ferma". Cosi’ il centro Studi Teologici di Milano commenta l’ ultima presa di posizione dei prelati svizzeri sull’omosessualita’.

"Inaccettabile -per il Centro Studi- il discorso sulla presenza dei gay dentro la Chiesa ai quali si vorrebbe imporre una castita’ oppressiva e se non l’accettano sono buttati fuori. Si vuol distinguere -sottolinea il Centro Studi- tra gay buoni (casti) e non buoni (che esercitano la loro sessualita’) considerando di mantenere in servizio solo chi dichiara di astenersi dai rapporti sessuali: una prospettiva -conclude il Centro Studi- grottesca, umiliante piena di ipocrisia".

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