Marines in missione molestati da afghani gay

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Il giornale online "The Scotsman" riferisce di afghani che «in ogni villaggio venivano fuori truccati a farci buffetti sulle guance e darci scherzosi bacetti»

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BAGRAM – Il giornale online "The Scotsman" pubblica un singolare reportage dall’Afghanistan: Chris Stephen riferisce infatti le disavventure capitate a un gruppo di marines britannici, che sono stati abbordati da orde di contandini locali omosessuali.

Uno dei marines, James Fletcher, riferisce che il gayo gruppetto era "più terrificante di Al-Qaeda".

«Andavano in giro scheccando per tutto il villaggio mano nella mano – ha raccontato Fletcher – Eravamo decisamente scioccati. Abbiamo appreso dai soldati afgani che erano con noi che molti uomini in questo paese hano la stessa filosofia degli antichi greci: ‘una donna per fare figli, e un uomo per il piacere’».

Mentre i marines, con i visi dipinti con colori mimetici e appesantiti dalle loro armi, radio e munizioni, non sono riusciti a trovare tracce di Al-Qaeda nella loro missione durata sette giorni, hanno però dovuto affrontare gli uomini afghani che volevano accarezzare loro i capelli: «Era un inferno – racconta il caporale ventenne Paul Richard – In ogni villaggio in cui arrivavamo, un gruppo di uomini truccati venivano fuori a farci buffetti sulle guance e darci scherzosi bacetti».

Le tribù sulle montagne afgane sono estremamente isolate: «Penso che buona parte del problema sia che non ci sono donne in giro – ha detto un altro marine, Vaz Pickles – Abbiamo visto solo due donne in tutti i sette giorni».

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