Marino: “Pari diritti ai gay”. Alemanno: “Temi nazionali”

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Si accende lo scontro tra i candidati a sindaco di Roma, ad una settimana dal ballottaggio. Ignazio Marino favorevole al riconoscimento di tutti i diritti dei gay, ma...

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Man mano che la data del voto per il ballottaggio si avvicina, il confronto tra i candidati a sindaco che hanno passato il primo turno si fa più serrato e incandescente. E a tenere banco, oggi, a Roma sono i temi dei diritti civili che Gianni Alemanno, sindaco Pdl uscente, e Ignazio Marino, candidato del centrosinistra, hanno messo al centro di un accesso botta e risposta iniziato dai microfoni della trasmissione radiofonica Gr Parlamento. “Credo che gli omosessuali debbano assolutamente avere il riconoscimento degli stessi diritti garantiti alle altre persone – ha affermato Marino -. Non è possibile che in una città come Roma continuano a esserci delitti e reati dettati dall’omofobia”. Nella mia città – ha concluso Marino – non voglio violenza e combatterò contro ogni forma di violenza soprattutto quelle più odiose: contro le donne, i bambini e i diritti delle persone”.

Intervistato successivamente da RepubblicaTV, il candidato del centrosinistra ha aggiunto: “Il registro delle unioni civili è un atto importante e lo faremo anche a Roma. Ma è importante che questi temi vengano affrontati a livello nazionale”.

Non si è fatta attendere la replica di Alemanno, affidata sempre a Gr Parlamento. “Io penso che per tutelare i diritti delle persone bisogna assolutamente credere nel valore della libertà. Da questo punto di vista abbiamo le carte in regola: non abbiamo bloccato alcuna manifestazione, abbiamo accettato il gay pride a Roma e non ci sono stati problemi – ha spiegato il sindaco uscente -. Però, ed è un fatto fondamentale, la famiglia è quella scritta nella costituzione e la costituzione dice che la famiglia è quella tra uomo e donna che si prendono un impegno stabile e permanente nei confronti delle istituzioni. Quella è ciò che le istituzioni devono registrare, le altre sono cose rispettabili, ma sono altre cose e non vanno confuse con la famiglia”. “Io sono contrario ai registri fatti dai comuni – ha poi aggiunto a scanso di equivoci -. Sono un imbroglio. Noi abbiamo avuto municipi che hanno fatto il registro delle coppie di fatto e che nel giro di alcuni anni hanno avuto solo 48 coppie che sono andati a iscriversi. E’ pure una presa in giro. Questo è un tema da parlamento nazionale, e non da comune”.

A dare man forte ad Alemanno, che arriva al ballottaggio con uno svantaggio di 12 punti percentuali rispetto al concorrente, è arrivato il vicepresidente del senato Maurizio Gasparri, ex AN come l’attuale sindaco di Roma. “Per capire il legame tra Ignazio Marino e il mondo cattolico, basta leggere cosa pensa il candidato sindaco in tema di vita e di famiglia. Le sue sono posizioni estreme e negative – ha detto Gasparri puntando sulla questione del voto dei cattolici -, e certamente non possono essere condivise dalla stragrande maggioranza dei cattolici che con Marino vedrebbero questi valori mortificati”. Marino, però, ha risposto anche sul tema dell’appoggio degli ambienti cattolici, ancora una volta dai microfoni di Gr Parlamento. ”Quest’idea ventilata anche dalla stampa di un pericolo Marino rispetto al voto cattolico a me fa sorridere – ha spiegato il medico -. Non so quali patenti abbia il sindaco Alemanno per dare il voto sul cattolicesimo. Io personalmente ho frequentato personalità della statura di Carlo Maria Martini, con il quale ho scritto un libro, e credo di non avere bisogno di patenti di cattolicesimo da parte del sindaco Alemanno”.

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