Maroni esclude le coppie di fatto

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Solo le coppie sposate o in procinto di farlo potranno godere dei benefici fiscali previste dalla proposta di legge sulla famiglia annunciata ieri dal ministero del welfare.

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ROMA – Tre righe di comunicato del ministero del welfare hanno annunciato ieri 4 aprile le linee guida della proposta di legge sulla famiglia a firma Maroni-Bossi: «Il ministero del welfare sta preparando una proposta di legge a sostegno delle giovani coppie sposate o che stanno per sposarsi. La proposta allo studio degli esperti del ministero prevede, tra l’altro, una serie di agevolazioni fiscali, mirate allo scopo di facilitare la nascita di nuove famiglie».

Secondo quanto dichiarato nella nota, quindi, le coppie di fatto sono escluse da ogni provvedimento, e la cosa non manca di suscitare polemiche. Franco Grillini, Ds, presidente onorario di Arcigay, reagisce duramente: «E’ un provvedimento che istiga al matrimonio – dice – un dazio che il governo paga al grande elettore del Vaticano, una proposta che ci allontana dall’Europa e ci trasforma in un paese feudale». E gli fa eco Ezio Menzione, avvocato e attivista omosessuale: «Se questa proposta divenisse legge potrebbe essere impugnata davanti alla Corte di giustizia europea».

«Una legislazione familiare di ispirazione natalista», chiarisce Riccardo Pedrizzi, senatore di An e presidente della commissione finanze di palazzo Madama. Una svolta che trova Alleanza nazionale pienamente d’accordo con Roberto Maroni, ministro del welfare. «Servono misure, e non solo fiscali, che incentivino le giovani coppie a metter su famiglia, a dare alla luce un figlio e ritrovare la voglia di scommettere sul futuro».

«Siamo di nuovo – risponde Livia Turco, ex ministro degli affari sociali e responsabile welfare dei Ds – alla proposta del matrimonio considerato a livello di mercimonio. Una esaltazione talmente ipocrita del vincolo matrimoniale da ridurre quello che dovrebbe essere un valore fondamentale liberamente scelto dalle persone a mera convenienza economica». «Solo in Italia – insiste Livia Turco – viene monetizzato il vincolo matrimoniale. In Europa anche chi aderisce al Partito popolare europeo e a quelli conservatori riconoscono sul piano sociale la pluralità dei legami sociali».

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