MASSACRATA A BASTONATE

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Ancora un omicidio contro la comunità glbt a Roma. Il cadavere di Erika, transessuale di origine colombiana, è stato trovato alcuni giorni dopo il delitto eseguito con furia...

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ROMA – Dell’ultima vittima del lunga serie di omicidi omofobi a Roma si sa solo il soprannome: Erika. Aveva 32 anni, era di origine colombiana, ed è stata massacrata con numerosi colpi alla testa inferti con un’asta di legno staccata dal letto. Il suo cadavere è stato rinvenuto solo ieri, ma l’omicidio, avvenuto nella casa di Erika nel quartiere Trastevere, risale probabilmente a qualche giorno fa. La vittima era inginocchiata nel bagno del piccolo appartamento, di una sola stanza, con sangue dappertutto, messo a soqquadro come se l’assassino nella sua furia avesse voluto sottrarre o rapinare qualcosa. La vittima indossava slip e una bandana, a mo’ di reggiseno.
I carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Roma diretti dal maggiore Giovanni Arcangioli, che hanno interrogato per tutta la notte alcuni vicini di casa e amici della vittima, non escludono nessuna ipotesi, come quella che Erika, di cui ancora non e’ stata accertata la vera identita’, in quanto nell’abitazione non sono stati trovati documenti, sia stato uccisa dopo una lite o per motivi passionali.
La vittima potrebbe aver avuto un rapporto sessuale con l’assassino. Un particolare questo che dovra’ essere accertato dai carabinieri del Racis, che hanno passato al setaccio per ore l’appartamento per prelevare reperti biologici con speciali strumenti, per rilevare impronte ed eventuali tracce di sperma.
In ambienti gay della capitale, scossa negli anni recenti da una lunga scia di delitti simili, si fa comunque notare come le modalita’ di questo delitto possano far escludere il movente della rapina. Al momento, sul corpo, sul quale il medico legale ha fatto un primo sommario esame, non ci sarebbero tracce di coltellate, come invece si era precedentemente appreso.
La scoperta del delitto e’ stata fatta ieri sera alle 20:20 quando un amico di Erika, che nei giorni precedenti le aveva telefonato senza ricevere risposta, preoccupato era andato in via del Moro. Aveva suonato al citofono, ma anche qui nessuna risposta. Da una finestra dell’appartamento al piano terra, rimasta aperta, l’uomo, un italiano, si e’ accorto che l’appartamento era a soqquadro. Cosi’ ha chiamato i carabinieri, che hanno fatto irruzione nell’abitazione. L’amico di Erika e’ stato colto da choc. Cosi’ come gli inquilini del palazzo, che non conoscevano la vittima. Alcuni di loro non sapevano nemmeno che Erika si prostituisse.
“Quattro o cinque giorni fa ho sentito delle urla, in particolare invocazioni di aiuto, in piena notte – ha raccontato un abitante della palazzina – Mi sono affacciato nel cortile poi ho pensato che si trattasse di schiamazzi provenienti dall’esterno”.
Erika abitava da pochi mesi, in affitto, in quell’appartamento, in una palazzina di tre piani che si trova in via del Moro, una delle strade piu’ caratteristiche del quartiere al di la’ del Tevere, abitato da personaggi dello spettacolo, politici, imprenditori, stranieri, e animato di notte da pub, teatri e locali.
Le indagini dei carabinieri, che hanno ascoltato l’amico di Erika e il proprietario dell’abitazione, sono coordinate dal sostituto procuratore Leonardo Frisani.

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