Matrimonio egualitario, Arcigay: “Sia tema centrale alle prossime elezioni politiche”

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L'associazione LGBTI italiana lancia un appello in vista del ritorno alle urne nel 2018.

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Arcigay incalza la politica. A un anno dall’approvazione, il modello delle unioni civili italiane è già superato dalla storia.

Dopo la Germania anche l’Austria, a cui il governo Renzi aveva guardato per trovare il compromesso sulle unioni civili, supera quel tipo di partnership e avrà il matrimonio egualitario. “Un fatto che in Italia, alla vigilia delle campagna elettorale, dovrebbe interrogare i futuri candidati e le forze politiche” ha dichiarato il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni.

Se in Germania è stato un voto del Parlamento, libero da vincoli di maggioranza, a sancire il passaggio al matrimonio egualitario, in Austria sono intervenuti i giudici a stabilire che rinchiudere le coppie gay in un istituto separato dal matrimonio, che viene lasciato ad esclusiva degli eterosessuali, è discriminatorio e non più tollerabile alla luce dei diritti costituzionali.

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In Germania con astuzia elettorale Angela Merkel si era detta contraria al matrimonio egualitario, lasciando però i deputati della propria maggioranza libertà di voto.

“Il caso austriaco per l’Italia è più interessante: l’Austria è un Paese che aveva una legislazione simile alla nostra, cioè una legge sulle unioni civili che riconosceva la quasi totalità dei diritti matrimoniali, proprio come la nostra legge Cirinnà – chiosa Piazzoni – eppure qui la Corte costituzionale austriaca ha detto che il voler chiamare con un nome diverso diritti eguali è sintomo di una volontà discriminatoria che non può essere accettata e ha chiesto al Parlamento di provvedere entro il 2019 a rimuovere questa incongruenza, garantendo la parità dei diritti e del loro nome a tutti i cittadini e le cittadine”.

Piazzoni dunque promette di mantenere l’attenzione sul tema, perché anche in Italia la politica non si scosti dall’affrontare la questione, specie in vista delle imminenti elezioni politiche: “L’Italia, che con la legge sulle unioni civili aveva recuperato un ritardo di 15-20 anni, dopo le decisioni di Germania, Austria e Australia si trova nuovamente in coda – ha aggiunto il segretario nazionale di ArcigayLe forze politiche farebbero bene ad interrogarsi su quanto sarebbe facile risolvere una volta per tutte la questione con l’estensione del matrimonio egualitario anche in Italia: in campagna elettorale saremo noi, con ostinazione, a ricordaglielo”.

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