Pakistan: per la religione musulmana i transessuali possono sposarsi

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Un documento importante che però pone dei limiti: questa sentenza si applica solo alle persone transgender con un corpo che presenta "chiare indicazioni" di genere.

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Una sorprendente apertura nella cultura musulmana tradizionalista. In Pakistan, una fatwa (ovvero una risposta data da esperti di legge coranica) non vincolante ma comunque firmata da ben 50 religiosi, ha dichiarato che le persone transessuali hanno il diritto di sposarsi. Secondo la copia del documento religioso, ottenuto ieri dall’agenzia inglese Reuters, la fatwa stabilisce anche che gli individui transessuali possano essere sepolti con rito musulmano e hanno pieni diritti ai sensi del diritto di successione islamica.

Il documento pone dei limiti: esso specifica che questa sentenza si applica solo alle persone transgender con un corpo che presenta “chiare indicazioni” di genere. Tuttavia, esso non fornisce chiari dettagli in merito. Ad esempio, una persona transgender con “segni visibili di entrambi i sessi” potrebbe non aver la possibilità di sposare nessuno a causa di questa ambiguità.

La notizia è rilevante perché gli individui transgender nella società tradizionale del Pakistan vengono evitati, molti sono costretti all’accattonaggio, alla prostituzione o a ballare per guadagnarsi da vivere. Il mese scorso, una 23enne transgender è morta dopo essere stata colpita e poi rifiutata dall’ospedale pubblico che avrebbe dovuto curarla. La morte della giovane ha provocato un forte dibattito in Pakistan sui diritti delle persone transgender: in molti hanno chiesto che si ammetta che i medici dell’ospedale si sono macchiati di”negligenza criminale” rifiutando le cure alla donna.

Anche se la fatwa non è giuridicamente vincolante, essa prende posizione contro le violenze e i soprusi contro la comunità transessuale pakistana. Il documento afferma che le molestie delle persone transgender devono essere considerate un crimine per l’ortodossia dell’Islam. “Dare fastidio a persone transgender” recita il testo, “prendersi gioco di loro, prenderle in giro o pensare a loro come inferiore è contro la sharia.” “Tale atto” continua il documento, “è pari a opporsi a una delle creazioni di Allah”.

Sembra insomma che dal punto di vista islamico le persone trans, una volta che hanno completato, la transizione risultino meno disturbanti delle persone omosessuali, che continuano invece a essere condannate perché viste come persone che violano la loro natura con atti sessuali non conformi al loro sesso biologico. Per le persone trans si profilano scenari forse più rosei rispetto al passato: ricadendo nella tradizionale partizione binaria maschio-femmina possono essere oggetto di tutela giuridica almeno secondo questi settori dell’Islam.

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