Matteo Salvini: “Sono per la parità di diritti, ma…”

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Fresco di trionfo elettorale, il leader della Lega spiega come la pensa sui diritti civili

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“Niente matrimoni egualitari né adozioni per le coppie gay, ma non sono omofobo”. All’indomani delle elezioni in Emilia Romagna, Matteo Salvini, segretario della Lega Nord è su tutti i giornali e in tutti i talk show come il vero vincitore. Sebbene, infatti, il suo partito abbia perso 55.000 voti rispetto alle elezioni regionali precedenti, la Lega passa da essere il terzo partito ad essere il secondo nella regione storicamente roccaforte della sinistra. La presidenza è, ancora una volta, a marchio PD. Il presidente eletto è infatti Stefano Bonaccini, candidato renziano, che però deve fare i conti con un grosso calo di preferenze del suo partito, passato dai 857.613 del 2010 ai 535.109 di domenica scorsa.

In un’intervista che uscirà sul numero in edicola domani di Chi, il segretario della Lega illustra il Salvini pensiero senza escludere i temi più spinosi, quelli su cui viene più spesso criticato: immigrazione e diritti civili. Dopo avere spiegato che non è razzista, come provano la sua tata sudamericana e la stiratrice peruviana, passa alla questione dei diritti.

“Non sono d’accordo con matrimoni e adozioni gay – dice -, ma non sono omofobo. Mi danno fastidio maschilisti e femministe. Odio le quote rosa. L’altro giorno quelle Femen nude al Vaticano le avrei prese a schiaffi… Però sono per la parità di diritti”. Di quali diritti parli, dato che esclude matrimoni e adozioni, rimane un mistero.

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