Messico: vietato travestirsi, gay protestano

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Il Comune di Tecate vota un'ordinanza 'per combattere diffusione Aids' in cui vieta agli uomini di indossare abiti femminili.

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CITTA’ DEL MESSICO – Il movimento per la difesa dei diritti degli omosessuali messicani ha annunciato una manifestazione di protesta contro la decisione delle autorita’ di una cittadina al confine con gli Stati Uniti di punire penalmente i travestiti.

Le autorita’ di Tecate, cittadina di frontiera della Bassa California messicana, hanno recentemente approvato un’ordinanza che vieta agli uomini di indossare abiti femminili in luoghi pubblici, pena l’arresto per un giorno ed una multa salata.

"Abbiamo votato l’ordinanza per combattere la diffusione dell’aids e della prostituzione maschile nelle strade", ha detto Cosme Cazares, consigliere comunale di Tecate. Per protestare contro l’ordinanza, che entrera’ in vigore il prossimo 15 novembre, il movimento gay messicano ha annunciato l’intenzione di organizzare nei prossimi giorni un ‘Gay Pride‘ a Tecate, celebre finora solo per l’omonima birra che vi si produce.

L’organizzazione della giornata per l’orgoglio omosessuale a Tecate ha ricevuto l’adesione anche delle Associazioni per la difesa dei diritti dei gay della California, che hanno solidarizzato con "gli amici messicani".

Il comune di Tecate, cittadina di circa centomila abitanti, era gia’ finito nell’occhio del ciclone nei mesi scorsi per aver imposto un coprifuoco ai minori di 18 anni dopo le 22:30.

Il portavoce del comune, Jose’ Luis Rojo, ha tentato di difendere l’ordinanza ‘anti-trasvestiti’ spiegando, con un certo imbarazzo, che essa intende contrastare "coloro i quali fischiano e urlano sconcezze alle persone mentre passeggiano per la strada e si appartano con minorenni".

Rojo ha anche aggiunto che a Tecate "e’ molto aumentato" negli ultimi anni il numero dei travestiti "che fuggono dalla criminalita’ organizzata della vicina Tijuana".

"Non vogliamo criminalizzarli, si tratta solo di una infrazione: come passare con il rosso con l’auto", ha minimizzato Cazares.

Il comune di Tijuana, che aveva votato un’analoga ordinanza, ha fatto marcia indietro dopo che i travestiti avevano minacciato di rivelare i nomi dei consiglieri comunali loro clienti.

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