Milano, Corte di Appello: “Due gemelli, figli di due papà, possono conservare il doppio cognome”

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I genitori avevano fatto ricorso dopo il rifiuto di trascrizione del Comune.

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Sentenza storica della Corte di Appello di Milano: due gemelli, figli di due papà, possono conservare il doppio cognome.

I bambini hanno 15 mesi e sono nati in California grazie alla maternità surrogata: negli States sarebbero fratelli a tutti gli effetti e figli di entrambi i genitori allo stesso modo. In Italia questo non è possibile, visto che la stepchild adoption è illegale: ognuno ha un padre diverso e legalmente non sono fratelli. Ma la Corte di Appello ha deciso che possono conservare il doppio cognome.

La storia ha origine dal rifiuto del Comune di Milano di trascrivere i certificati di nascita: i bambini non risultavano loro figli e avrebbero perso una serie di diritti imprescindibili, come l’eredità e la cittadinanza (non avrebbero nemmeno potuto spostarsi liberamente nel nostro Paese). I problemi derivati da questo status sarebbero stati molteplici, a partire dalle questioni più semplici, come l’iscrizione all’asilo o a una qualsiasi graduatoria.

I due genitori avevano fatti ricorso al Tribunale di Milano, che aveva confermato la decisione del Comune. Ma la Corte di Appello, dopo un secondo ricorso, precisa che non è rilevante ai fini della trascrizione che i bimbi “siano stati messi al mondo mediante una pratica di procreazione assistita, con cosiddetta maternità surrogata, non consentita in Italia»” la Cassazione ha infatti stabilito nel 2016 che di una scelta “imputabile ad altri non può rispondere il bambino che è nato e che ha un diritto fondamentale alla conservazione dello status legittimamente acquisito all’estero“.

La Corte conclude con un’affermazione imprescindibile: bisogna tutelare, sopra ogni cosa, l’interesse dei minori. “Si tratta quindi di tutelare l’interesse superiore del minore anche sotto il profilo della sua identità personale e sociale, che nella specie si sostanzia nel diritto a conservare lo status di figlio, riconoscendogli un atto validamente formato in un altro Paese e di cui costituisce un profilo complementare anche il diritto alla conservazione del cognome”.

Un piccolo, importante passo. I genitori, che desiderano rimanere anonimi, si dichiarano felici, anche se hanno dovuto lottare tanto per ottenere questo flebile risultato. “Adesso speriamo che i gemelli possano presto essere riconosciuti come fratelli e figli di entrambi, quali sono“.

fonte: Repubblica

 

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