Milano, frasi omofobe al Consiglio di Zona 4

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I manifesti dell'Arcigay sarebbero «espressione di una esasperata volontà di rappresentazione di una "scelta" di vita "non normale" e "non naturale"». Parola di Massimo Casiraghi (FI).

MILANO – In coda alla riunione della Commissione Servizi Sociali/Assistenza/Sanità del Consiglio di Zona 4 di Milano, a seguito di una richiesta di chiarimenti su voci di lamentele per la presenza di un banchetto Arcigay alla recente Festa dei Sercizi Sociali e Volontariato, il Presidente della Commissione, Massimo Casiraghi (FI), ha lamentato la presenza di "immagini offensive" che a suo dire avrebbero turbato la sensibilità di alcuni visitatori. Le due immagini "incriminate" sono il manifesto istituzionale Arcigay di invito all’iscrizione raffigurante il viso stilizzato di due ragazzi nell’ atto di avvicinarsi per scambiarsi un bacio e la cui frase principale è "Per un mondo più gentile" e il manifesto legato alla prevenzione AIDS "Non abbassare la guardia".

Nell’animata discussione che è seguita, i due manifesti sono stati prima associati a pubblicazioni pornografiche, ed in seguito espressione di una esasperata volontà di rappresentazione di una "scelta" di vita "non normale" e "non naturale" come se così non fosse! L’esternazione è proseguita dichiarando che se l’Arcigay, già "fortunato" di essere stato ospite in questa, vorrà essere presente alla prossima edizione della festa dovrà adeguarsi a queste valutazioni e che se le persone omosessuali vogliono essere "accettate" devono accettare questo tipo di pensiero.

L’Arcigay di Milano stigmatizza l’atteggiamento discriminatorio del Presidente della Commissione, ricordandogli che la comunità scientifica ha ormai da tempo definito l’omosessualità "una variante del comportamento umano" e non una devianza né una malattia. «Non chiediamo l’accettazione o la tolleranza nei confronti delle persone omosessuali ma bensì il rispetto. La rappresentazione dell’affettività omosessuale, che persone come il Sig. Casiraghi rifiutano e vorrebbero relegata nell’ombra, finalizzata allo sviluppo di una cultura del rispetto delle differenze e l’attenzione ad un problema tutt’ora gravissimo quale l’AIDS, in un momento di allarmante aumento nel numero dei contagi, soprattutto in ambito eterosessuale, non solo non possono essere bollate come offensive ma dovrebbero anzi essere fatte proprie dalle Istituzioni al fine di combattere l’emarginazione e la discriminazione purtroppo ancora troppo presenti nella cultura milanese e italiana».

«Chiediamo che il Presidente Casiraghi si scusi pubblicamente per le affermazioni altamente offensive nei riguardi di una larga fetta di popolazione che, nella Sua veste istituzionale, dovrebbe amministrare».

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