Milano: lesbica aggredita in un ristorante

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Le tenerezze che la ragazza si scambiava con la fidanzata hanno infastidito un uomo che le è saltato addosso e l'ha presa a pugni. Concia: "Senza legge vince...

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Una ragazza lesbica è stata aggredita a pugni in faccia da un uomo infastidito perché, con due amiche si scambiava delle effusioni in un ristorante giapponese in via Raffaello a Milano. L’episodio è accaduto nella serata di ieri e a denunciarlo è, tra gli altri, Italia Rosaria Iardino, del coordinamento nazionale delle donne del PD. "Ieri sera diverse persone hanno assistito a una scena terribile – si legge in una nota -. Da una parte un tavolo di donne con due ragazze lesbiche che si fotografavano e si scambiavano teneri gesti d’amore, dall’altra un tavolo con un energumeno insieme alla fidanzata, che per tutta la sera commentavano ad alta voce la loro riprovazione. A un certo punto una delle due donne lesbiche reagisce e risponde verbalmente ai commenti. Nel giro di pochi secondi l’uomo si alza e scarica sulla malcapitata una raffica di pugni, urlando tutti gli insulti possibili".

"Le persone intorno rimangono paralizzate e poi tentano di arginare l’aggressore – continua il racconto – che reagisce violentemente e cerca di colpire anche altre persone. Viene chiamato il 118 e la Polizia che arriva quando ormai l’uomo, facendosi largo a suon di fendenti, si era già dileguato con la fidanzata correndo nella metropolitana. La ragazza con il volto tumefatto si è fatta medicare e la polizia ha raccolto le testimonianze delle persone presenti". L’appello, poi, è rivolto alla giunta comunale perché colmi il vuoto lasciato dalla precedente amministrazione che "ha sempre ignorato la questione".

"Questa barbara aggressione rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto fosse urgente approvare lo scorso luglio una legge per il contrasto della violenza omofoba – ha commentato Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico -. Il Parlamento italiano, come ho più volte ripetuto, votando l’incostituzionalità della norma contro l’omofobia, si è schierato inequivocabilmente dalla parte dei violenti, perché è ormai evidente che senza una legge nazionale, nel paese vince la violenza". "Sento di dover porgere le mie scuse alla vittima dell’episodio di violenza a nome dei miei colleghi deputati  – continua l’onorevole del Pd che di quella legge era relatrice – ed esprimo, come donna e come cittadina italiana, il mio totale sdegno per quanto accaduto".

"Mi auguro che anche per questo caso si alzi la voce delle mie colleghe di centrodestra, la Santanché tra tutte, sempre pronte a intervenire quando si tratta di condannare, giustamente, la violenza sulle donne. Sono sicura – conclude – che la giunta Pisapia saprà riempire con azioni concrete il vuoto lasciato dalla precedente giunta Moratti e dal governo Berlusconi, nel contrasto ad ogni forma di violenza omofoba e misogina".

"Il fatto che in questa estate ai nostri telefoni fossero arrivate meno segnalazioni di omofobia mi faceva pensare ad un’inversione di tendenza – commenta il presidente di Arcigay Milano Marco Mori -. Scoprire che una donna viene picchiata in mezzo ad altre persone senza che l’aggressore venga identificato e fermato, non può che farci dire  ai nuovi interlocutori istituzionali in Comune: non perdiamo più tempo. Si mettano in pratica politiche culturali nuove, si renda opeativo al più presto uno sportello contro le discriminazioni e le aggressioni omofobiche capace di proporre anche azioni preventive di formazione e informazione alla città".

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