MINACCE ALLA CENA GAY

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I frequentatori della chat di Gay.it si ritrovano ad Alessandria. Ma gli abitanti insorgono da un sito locale: "Tutti al ristorante armati di spranghe!". La risposta sarà la...

ALESSANDRIA – I gay organizzano una cena? Subito arriva chi vorrebbe “invitarsi” armato di spranghe e taniche di benzina. Nella provincia italiana, c’è ancora chi considera un’occasione di ritrovo tra omosessuali uno “schifo”, un “ritrovo di pervertiti”. Accade ad Alessandria, dove è scoppiato il “caso” della cena gay: dopo l’annuncio, apparso sulle pagine di Gay.it (clicca qui per l’articolo), che sabato 7 dicembre numerosi frequentatori della chat del nostro sito si sarebbero ritrovati nella cittadina piemontese al ristorante Bella Napoli per conoscersi finalmente di persona, la notizia è stata riportata da un giornale online locale, con l’improbabile titolo “I gay di tutta Italia ceneranno ad Alessandria”.
Nel forum collegato all’articolo parte la discussione. Primo intervento: “tutti alla Bella Napoli armati di spranghe!”. Poco più in là: “una tanica di benzina e via… punirne 35 per educarne troppi altri!”. E avanti di questo passo.
La pizzeria in questione fa sapere subito che rinuncia alla prenotazione: che i gay si trovino pure un altro posto dove mangiare (e l’hanno già trovato) ma se la cena deve diventare un caso cittadino, noi ci tiriamo fuori. In realtà, ed è questo il dato che più sorprende, l’attenzione degli abitanti di Alessandria sembra esserci: l’articolo sul ritrovo e il relativo forum diventano in breve i più cliccati del sito, e la discussione prosegue tra minacce (“fanculo tutti i gay di Italia bruciassero loro e Gay.it o se no ci pensiamo noi a dargli fuoco”), battutacce (“speriamo che la pizza sia al cianuro”) e proteste di lettori che non vedono dove sia la professionalità dei giornalisti che puntano su una “non-notizia” come questa.
Contattato da Gay.it, il redattore dell’articolo si schermisce: “sono solo frasi che si dicono”, afferma, rifiutando di dare peso a affermazioni che, anche se – come speriamo – non si tradurranno in realtà, denotano comunque una sotto-cultura omofoba e intollerante largamente diffusa. Da parte nostra, non possiamo che invitare tutti coloro che sono indecisi sulla partecipazione o meno alla cena, a optare per l’adesione. Sarà un’ottima occasione per affermare con la visibilità che le minacce omofobe non ci spaventano. E poi, chi vorrebbe perdersi il dolce offerto da Gay.it?

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