Minacce e scritte: la scuola lascia il progetto antiomofobia

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E' successo al liceo Vivona di Roma, dove a seguito di scritte omofobe e minacce, la preside ha deciso di ritirare la scuola dal progetto Niso. Lettera al...

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Alcune scritte omofobe apparse sui muri del liceo Vivona di Roma hanno provocato il ritiro della scuola dal progetto Niso contro l’omofobia. A renderlo noto è il GayCenter, associazione gay della Capitale che fa sapere di avere inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo chiedendone l’intervento. "Abbiamo deciso di scrivere una lettera aperta al ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo e per conoscenza alla preside del Liceo Vivona di Roma – ha annunciato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center -. Infatti intendiamo non arrenderci di fronte al fatto che la scuola ha deciso di ritirarsi dal progetto europeo antiomofobia che abbiamo portato avanti già lo scorso anno scolastico in tre scuole romane insieme a scuole di altri paesi europei".

Come spiega il GayCenter, al Liceo Vivona sono comparse sui muri scritte come "via i froci dalla scuola" e alcuni studenti gay e non che hanno realizzato i video contro l’omofobia nell’ambito del progetto Niso, sono stati oggetto di insulti sui social network.  "Queste azioni omofobe hanno convinto la preside e i docenti a non proseguire quest’anno l’esperienza – riferisce Marrazzo, che sottolinea – per quanto ci riguarda è una decisione sbagliata che rischia di far vincere chi vuole alimentare l’omofobia nella scuola". E "contro questa decisione – conclude Marrazzo – oltre che chiedere l’intervento del ministro Profumo, a scuola gli studenti vogliono promuovere una raccolta firme per il proseguire con il progetto".

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