Minorenne transgender, il sì dei giudici: è una ragazza anche senza operazione

di

Quella di Olimpia, 17 anni della provincia di Frosinone, è la seconda sentenza di questo genere in Italia, che supera le disposizione dell'antiquata legge 164 del 1982.

transgender
2391 0

I giudici di Frosinone hanno riconosciuto con la sentenza del luglio scorso i diritti di una ragazza transgender di 17 anni: potrà cambiare il sesso sui documenti senza sottoporsi all’operazione chirurgica.

Una vittoria non scontata quella di Olimpia, ragazza transgender nata Lorenzo, che diventa la seconda ad ottenere una sentenza di questo tipo, coronando una battaglia combattuta prima che in Aula, nella vita quotidiana. Quella di una minorenne di provincia ormai consapevole dei propri desideri e del contrasto tra la propria identità e il proprio corpo.

“Ho visto mia figlia rinata, prima sentivo che le mancava qualcosa”. A parlare è Mariella, mamma di Olimpia, che ha sostenuto con orgoglio la figlia e ora racconta la storia del suo percorso:“Se mi sto esponendo non è per protagonismo, ma perché vorrei che si parlasse della transessualità come una cosa normale”.

È proprio ai genitori che Mariella si rivolge: “La famiglia è fondamentale in questo cambiamento. Come mamma so che può fare paura, ma non basta accettarli, non mi piace l’accettazione. I ragazzi devono capire che ce la possono fare”.

Minorenne Transgender
Maria, la mamma di Olimpia racconta la storia della figlia ai Fatti Vostri.

La consapevolezza di Olimpia ad esempio è maturata negli anni, anche se la sua identità emergeva fin da piccola quando preferiva i giochi da femmina – ricorda Mariella – Al tempo ero perplessa, ma non le ho mai negato di seguire la sua natura. Le ho insegnato di non vergognarsi mai di se stessa”.

Un percorso che è anche una lotta, prima di tutto contro le discriminazioni “È un’adolescente, ha subito anche lei due aggressioni dopo le quali non voleva più uscire”, e poi dentro se stessi: “Olimpia era determinata a trovare la propria identità, ma il sostegno psicologico è stato importantissimo. L’anno scorso è arrivato il coming out in cui mi ha detto: sono donna, mi voglio operare e io l’ho sostenuta”.

Ora, prima del grande passo desiderato, Olimpia potrà già affermare la sua identità di donna sui documenti: “Mi toglie tante paure di mamma, che sia identificata e si trovi in imbarazzo o sia vittima di violenza. Non dimentichiamo che per i minori questa è una sofferenza che affligge anche il percorso scolastico, tanti sono gli abbandoni perché hanno un’identità o un aspetto diverso rispetto al nome segnato sul registro di classe”.

In Italia la riattribuzione del genere e il cambio di sesso sono regolati dalla legge 164 del 1982, un dispositivo diventato obsoleto. Negli ultimi anni la necessità di adeguare la legge è stata riconosciuta da alcuni legislatori più attenti ai temi LGBT come Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice

Anche i magistrati italiani, a partire dalla prima storica sentenza della Cassazione nel 2015, hanno scelto un orientamento che esclude l’obbligatorietà dell’intervento chirurgico per ottenere il cambio di sesso anagrafico.

Leggi   Roma, transessuale uccisa all'Eur
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...