“Miss gay Filippino” eletto in parrocchia: scoppia polemica a Padova

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I gestori della sala parrocchiale dicono di essere stati persi "in contropiede". Eppure domenica scorsa 300 filippini hanno eletto il gay più bello. Don Bertato: "Lasciatemi riflettere e...

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“Siamo stati presi in contropiede”. Così si giustificano i responsabili della gestione delle sale parrocchiali di San Bellino, nel quartiere Arcella a Padova, all’indomani di quella festa gay che sta tanto facendo discutere la comunità locale. Perché il concorso “Miss Gay Filippino del Nord Italia” (questo il nome usato nei volantini pubblicitari), che si è svolto domenica scorsa, ha scatenato non poche polemiche contro il parroco e la chiesa che l’ha ospitato.
“Uno spettacolo gay in parrocchia, in cui i filippini più belli si sono travestiti anche da conturbanti drag queen – ha commentato al Mattino di Padova Marina Canapero, docente di inglese anche all’Università – ? Che bello! Avrei voluto tanto essere in prima fila. Mi sarei divertita un mondo. Peccato non averlo saputo in tempo. Per me non c’è niente da scandalizzarsi. Tra l’altro, molto probabilmente, tra poco sarà eletto il nuovo papa ed in pole position c’è anche un vescovo filippino. Perché storcere il naso davanti ad una festa di omosessuali? Il mondo è cambiato. Perché continuare a vivere con la testa sotto la sabbia come lo struzzo?”.

Non tutti la pensano così, però, e tra i parrocchiani c’è chi adesso grida allo scandalo e parla, addirittura del “diavolo in parrocchia” dopo aver visto quei 300 filippini acclamare tra loro il gay più bello. Come la signora Anna, pensionata e assidua frequentatrice della chiesa dello scandalo che, ci tiene a precisare che “anch’io sostengo che il mondo non è più quello di una volta e che anche gli omosessuali hanno tutti i diritti a vivere alla luce del sole senza pregiudizi”. “Ma perché – chiede decisamente stizzita – farli divertire senza pudore proprio in un ambiente consacrato al Signore?”.
In parroco, dal canto suo, si è trincerato dietro un quasi “no comment”. Per la precisione ha chiesto tempo per capire come possa essere sfuggita al controllo la sala parrocchiale. “È inutile che mi chiediate se è stato giusto o no concedere una sala parrocchiale agli omosex asiatici – ha dichiarato ancora al Mattino di Padova don Bertato – sono interrogativi troppo importanti per ottenere una risposta subito. Ci devo riflettere un bel po’”.
(nella foto accanto al titolo, un’edizione di Mister Gay Philippine)

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