MOBILITAZIONE PER COPPIE GAY

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Alessio e Christian ospiti di Bruno Vespa a 'Porta a porta'. Mentre Arcigay apre una raccolta di firme a sostegno del progetto di legge Grillini sulle unioni civili.

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ROMA – La grande campagna di visibilità mediatica delle coppie gay lanciata dal "PaCS" di Alessio e Christian di lunedì scorso continua: i due neo-"sposi" saranno ospiti stasera di Bruno Vespa, in uno dei più importanti salotti televisivi italiani, quello di "Porta a Porta". Accanto a loro, a parlare di tutela delle coppie omosessuali, ci saranno anche monsignor Maggiolini, Clemente Mastella, Alessandra Mussolini, Maretta Scoca e Franco Grillini, autore di un progetto di legge che ricalca i PaCS francesi presentato lunedì al Parlamento. E a sostegno di questo progetto di legge, Arcigay apre oggi una grande mobilitazione nel paese per una raccolta di firme: secondo la massima organizzazione omosessuale italiana, la bella manifestazione di Roma e l’attenzione che ha suscitato nei media, dimostrano che anche in Italia i tempi sono maturi per rimediare allo scarto col resto d’Europa e approvare anche in Italia una legge sui Patti Civili di Solidarietà.

L’iniziativa vuole combattere l’indifferenza di alcuni settori della maggioranza parlamentare che preferiscono cedere alle pressioni vaticane: «il nostro amore vincerà sulla codardia della politica e sull’arroganza del potere» afferma il presidente di Arcigay Sergio Lo Giudice.

«Già nel ’95 in pochi mesi Arcigay raccolse 150.000 firme a supporto di una legge sulle Unioni Civili. A quel numero oggi si aggiunga quella più ampia fetta di opinione pubblica che oggi condivide le battaglie per il riconoscimento dell’amore gay e lesbico» afferma il presidente nazionale Arcigay.

Il primo passo per lanciare la raccolta sarà quello di coinvolgere associazioni, movimenti, partiti che condividono quest’impegno di civiltà: «Invitiamo tutti – continua Lo Giudice – ad aderire a questa iniziativa e a lavorare con noi per la fine di questa assurda discriminazione».

Arcigay ha in questi giorni ribattuto più volte contro le affermazioni discutibili di alcuni rappresentanti della cultura familista e bigotta, e non si fa dunque illusioni su quale sia la cultura da combattere nella classe politica attuale: «Sappiamo – prosegue Lo Giudice – di avere di fronte la dura opposizione dei gendarmi dell’integralismo omofobo. Stonate e antistoriche suonano le dichiarazioni del ministro Buttiglione, che esclude le unioni gay dalla definizione di famiglia in aperto contrasto con quanto affermato dalla Carta di Nizza (e ratificato dal parlamento italiano) all’art.9, laddove si distingue fra il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia. E’ quella la più chiara risposta a chi considera l’articolo 29 della Costituzione italiana come uno scoglio insormontabile per legiferare sulle coppie gay, quasi che il riconoscimento dei diritti della famiglia tradizionale possa avere come conseguenza necessaria la negazione di altri diritti di nuova generazione».

«Intanto – prosegue Arcigay – AN continua ad ingannare il suo stesso elettorato, presentando l’amore gay come un intollerante attacco alla famiglia tradizionale (Maria Ida Germontani) e definendolo "una caricatura" (Storace) o arrivando a paragonare i gay ai cani, come ha fatto Riccardo Pedrizzi».

Contro le affermazioni della Germontani, responsabile Pari Opportunità di Alleanza Nazionale, si è espresso anche Enrico Oliari, presidente dei GayLib (gay liberali di centrodestra): «in An c’è chi ignora l’esistenza della minoranza gay, la più grande del Paese», ha affermato uno dei pochi gay dichiarati militanti nel partito di Fini.

«Sospetto – afferma ancora Oliari – che la paura di An di perdere voti porti i dirigenti del partito alla ricerca disperata dell’appoggio dei bigotti, dimentichi del significato del Congresso di Fiuggi. Ma An non è la Dc di destra, ed è bene che qualcuno lo spieghi anche alla Germontani».

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