Monsignor Doldi contro il Pride: “Blasfemo e pornografico”

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Il preside della facoltà di Teologia attacca la manifestazione. Ricostruendo una serie di fatti, che sarebbero più di una coincidenza, chiede: "Si vuole colpire la Chiesa italiana?"

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Mentre da Arcigay e dalle altre associazioni non arrivano notizie di possibili cambi rispetto alla data decisa per il prossimo Pride nazionale a genova, il "Cittadino", organo di stampa della Curia cittadina pubblica un articolo di Monsignor Doldi che invita gli enti locali a prevenire ogni offesa provocata da "messaggi pornografici e blasfemi". 

Il prelato, preside della locale sezione della facoltà di teologia, sostiene che se da un lato la Chiesa di Genova non ha lanciato "nessuna crociata contro il Pride (…) nè condanna o emarginazione per la persona che si trova nella condizione omosessuale", sarebbe invece l’evento stesso ad avere una forte connotazione anticlericale e a rappresentare, quindi, un’offesa per i credenti.

A rafforzare questa teoria, Monsignor Doldi mette insieme quelle che secondo lui sono più che semplici coincidenze. Prima ditutto la scelta del giorno, il 13 giugno, lo stesso in cui si celebra il Corpus Domini con una processione per le vie della città. Poi il fatto che l’evento è stato annunciato "ad un anno dalla visita del Papa, il fatto che le sigle che si opposero a quella visita sono le stesse che ora sostengono il Pride". Inoltre la circostanza per cui "Genova è la sede del Presidente dei vescovi italiani" fa sì che Doldi si ponga una domanda: "Forse che attraverso di lui, si vuole colpire la Chiesa italiana?". 

E la preoccupazione del prelato si rivolge anche ai bambini a causa dei presunti messaggi "pornografici e blasfemi" che la manifestanzione lancerebbe. "In nome della laicità le autorità hanno il dovere di prevenire ogni offesa in tal senso – scrive Doldi -. Il diritto dei gay dovrà essere compatibile col diritto naturale dei genitori di educare i figli alla propria identità sessuale".

Certo non è la stessa posizione di apertura espressa da Monsignor Bagnasco appresa la notizia della scelta di Genova per il Pride 2009. 

Intanto, sabato prossimo è la data decisa da Arcigay per l’incontro del proprio consiglio nazionale durante il quale si potrebbe discutere anche della data, modificabile solo nel caso in cui ci fosse la certezza, o comunque una probabilità elevata, che il 14 si vada a votare per il parlamento europeo.

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