Montevergine: Luxuria incontra l’abate

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La nota drag-queen ha incontrato il sacerdote che aveva cacciato dal tempio alcuni femminielli colpevoli di fare troppo baccano. Ma l'incontro si risolve in un niente di fatto.

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L’intermediazione di Vladimir Luxuria non ha avuto successo. Nonostante il clima cordiale nel quale si è svolto il colloquio tra la animatrice del World Pride 2000 e l’abate Tarciso Nazzaro, che una settimana fa, durante la festa della Candelora, aveva lanciato l’«anatema» nei confronti dei «femminielli», colpevoli di partecipare in maniera troppo rumorosa alle celebrazioni, i due sono rimasti sulle loro posizioni di intransigenza.

«Si respira un’aria da crociata contro l’aborto, il divorzio, la prostituzione – aveva spiegato Vladimir Luxuria, sabato scorso all’arrivo a Montevergine dove era stato organizzato una sorta di "Femmeniello Pride per protestare contro l’attegiamento dell’abate – Come se questi fossero i principali problemi dell’Italia. In questo contesto si è calata l’intolleranza dell’abate di Montevergine che con quelle sue parole contro i femminielli ha sancito la rottura di una tradizione di comprensione che le chiese locali hanno sempre difeso».

Nel corso del colloquio, Monsignor Nazzaro ha offerto alla sua ospite anche un bicchierino del tradizionale amaro che i padri virginiani producono con le piante officinali del luogo. Ma in sostanza ha soprattutto spiegato a Vladimir Luxuria di essere intervenuto dopo aver ascoltato e visto «canzoni e gesti che riconducevano e mimavano atti sessuali». Luxuria si è detta disponibile a far da garante perché «ogni volgarità venga bandita dal tradizionale arrivo a Montevergine dei femminielli» a condizione «che a loro venga permesso di arrivare con le loro particolari preghiere sino al sagrato del santuario». Dall’abate è arrivato un «no»: «possono farlo fuori, nei boschi, ovunque ma non all’interno del santuario». Monsignor Nazzaro ha aggiunto: «se quel che è accaduto sabato scorso dovesse ripetersi, sarò costretto a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine».

In conclusione, Luxuria, di fronte alla intransigenza dell’abate, ha detto: «ero venuta a Montevergine con spirito pacifico. Prendo atto della incomprensibile inflessibilità di monsignor Nazzaro che a questo punto deve essere conseguente e coerente con se stesso: all’ingresso del Santuario dovrà far affiggere cartelli nei quali si ufficializza che gli omosessuali, i gay, i diversi, non sono graditi al Santuario di Montevergine».

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