Morto Becker, fotografo e Body Artist gay

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Omosessuale dichiarato, ha subito la persecuzione nazista e ha raccontato la sua esperienza in un film.

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BERLINO – Il fotografo tedesco Albrecht Becker, considerato il pioniere dei "body artists", è morto in una casa di riposo in Germania all’età di 96 anni. Gay dichiarato, nei suoi reportage ha raccontato le "scandalose" condizioni di vita degli omosessuali, con reportage in bianco e nero che fecero scalpore negli anni Cinquanta e che ne decretarono la ‘condanna’ presso il grande pubblico, tanto che per lungo tempo le sue immagini di nudi maschili hanno circolato solo negli ambienti gay oppure in quelli ‘underground’ inglesi ed americani. Durante il regime nazista fu perseguitato in ragione della sua omosessualità: nel 1935 fu arrestato e per tre anni rimase in carcere a Norimberga. Durante la seconda guerra mondiale finì in un campo di concentramento, da cui poi riuscì rocambolescamente a fuggire.

Albrecht Becker ha raccontato le violenze naziste subite dagli omosessuali tedeschi nel film-documentario "Paragraph 175", girato nel 2000 dai registi americani Rob Epstein e Jeffrey Friedman. La pellicola è stata proiettata l’anno scorso a Torino al Festival a tematiche omosessuali. Il paragrafo 175 di cui si fa cenno nel titolo del film è quello relativo al Codice penale tedesco del 1871, peggiorato poi da Adolf Hitler, che prevedeva il carcere e la perdita dei diritti civili per chi compiva "un atto sessuale tra persone di sesso maschile".

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