Morto don Baget Bozzo, il prete politico che fece coming out

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Eurodeputato per il Psi di Craxi, anticomunista e consigliere di Berlusconi, nell'anno del World Pride di Roma dichiarò di avere sentimenti omosessuali.

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La scorsa notte, all’età di 85 anni, è morto Gianni Baget Bozzo, "religioso con l’hobby della politica" come lo avevano definito alcuni. Hobby che, quando scelse di candidarsi con i socialisti di craxi al Parlamento Europeo, gli costà la sospensione ‘a divinis’ da parte del Vaticano. La Seconda Repubblica lo ha visto transitare, come è successo a molti ex craxiani, del resto, tra le fila di Forza Italia. Di quella formazione scrisse la Carta dei Valori e del suo fondatore e leader incontrastato, Silvio berluscono, è stato consigliere personale fino alla fine.

Personaggio controverso, Baget Bozzo fece coming out dalle pagine del Foglio di Giuliano Ferrara, alla vigilia del World Pride di Roma. "L’ omosessualità può essere un fatto cristiano. E la Chiesa può ammettere questo amore purché sia casto. Anch’io ho provato più volte sentimenti omosessuali" aveva dichiarato nel giugno del 2000 aggiungendo, a proposito delle polemiche scatenate dall’annuncio della parata mondiale nella Capitale proprio nell’anno del Giubileo: "Il Pride è un bene perché ha provocato un conflitto ed ha obbligato Chiesa e omosessuali a confrontarsi e a uscire allo scoperto". Di se stesso diceva: "Sono vanitoso ed esibizionista, probabilmente una puttana nata. Le parolacce? Sono un atto di libertà".

Quell’anno, lo ricorderete, la querelle sul World Pride tra politici, organizzatori e Vaticano, durò a lungo e a luglio Baget Bozzo intervistato dal Corriere della Sera a proposito di Chiesa e omosessuali dichiarava: "Il problema è dottrinario, sociale, politico… La Chiesa deve affrontarlo, deve imboccare una strada nuova. Anche perché il diritto civile all’ identità sessuale esiste e non si può negare". Nella stessa intervista in cui naturalmente non poteva mancare una domanda sul suo recentissimo coming out, il teologo cercò di arginare lo shock delle sue dichiarazioni. "Un attimo. Mi spiego – disse al giornalista -. Io citavo, come esempio storico e religioso, la lettera di sant’Anselmo a un suo monaco dove appariva, diciamo così, una sintonia in chiave erotica. Aggiungevo, e aggiungo, che nell’ amicizia ci possono essere aspetti d’amore: ma non vedo, per i cristiani, quale sia lo scandal. Preciso. Parlo di rapporti casti. L’ erotismo con i miei amici è rimasto sempre teorico".

L’omosessualità, poi, secondo Baget Bozzo "è una condizione naturale, che comincia dalla nascita. Non c’ è scelta. E se non c’ è scelta non può esserci condanna. Le censure ai preti e alle suore che si occupano del tema appaiono eccessive" e già nel 2000, secondo lui, i tempi erano maturi per seguire l’esempio francese. "Seguiremo la Francia. Dove è già realtà il riconoscimento delle famiglie di fatto, anche omosessuali. Con il consenso, pensate, di una parte del centrodestra. [In Italia] il cammino è più difficile, ma la strada è obbligata".

E con il passare del tempo e la vicinanza sempre più stretta con il centrodestra, le sue idee non erano cambiate e quando, nel 2005, Bondi parlava di Pacs anche in Italia, Baget Bozzo dichiarò al Corriere della Sera: "Ritengo che il problema esista anche per le unioni gay, nonostante in questo caso la soluzione mi sembra meno matura. Ma sono rapporti che esistono nella società, non si può far finta di niente. Per questo è giusto parlarne (…) Ma il fenomeno sociale esiste, e devono accettarlo anche i cattolici".

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