Morto il capo della Polizia. Creò l’osservatorio antidiscriminazione

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Grazie a Manganelli nacque l'osservatorio antidiscriminazione della Polizia, una iniziativa che gli valse anche il premio personaggio gay assegnato da Gay.it.

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Non ce l’ha fatta Antonio Manganelli. Il capo della Polizia, che da tempo lottava contro un cancro, è morto questa mattina nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma. Considerato un servitore dello Stato, la comunità gay lo ricorda soprattutto per aver creato nel settembre 2010 l’Osservatorio per la sicurezza contro i crimini d’odio (OSCAD) allo scopo di ricevere e intervenire contro tutte le discriminazioni, anche quelle per orientamento sessuale. L’iniziativa gli era valso nel 2012 il premio annuale Personaggio gay dell’anno conferito da Gay.it alla personalità che più si è contraddistinta contro l’omofobia.

“Abbiamo appreso con amarezza della prematura scomparsa del capo della polizia Antonio Manganelli, grande amico della comunità gay italiana – dice Franco Grillini, presidente di Gaynet e consigliere regionale dell’Emilia Romagna -. Con Manganelli si era infatti instaurato quel positivo dialogo tra comunità gay italiana e forze di polizia da sempre auspicato da tutte le associazioni per i diritti civili, che si sono battute con forza per una rivoluzione culturale nel rapporto tra cittadini e forze dell’ordine”.

“Con Antonio Manganelli scompare un sincero e ammirato servitore dello Stato autenticamente solidale con la comunità gay italiana”, dicono da Gaylib. “Sarebbe bello e significativo, trascorso il momento del più accorato dolore che stiamo vivendo, convocare una riunione dell’Oscad da lui fondato e dedicare l’osservatorio proprio alla memoria del Prefetto Manganelli”.

“Nel corso di un incontro con l’associazionismo LGBT – ricorda il presidente di Arcigay, Flavio Romani -, Antonio Manganelli aveva tenuto a sottolineare la necessità e l’urgenza in Italia di una legislazione che offrisse finalmente strumenti utili alle forze dell’ordine per il contrasto alle discriminazioni. L’auspicio è che le istituzioni si muovano nel solco tracciato da Antonio Manganelli, con la stessa voglia di concretizzare soluzioni per far fronte alla discriminazione e allo stigma che colpiscono omosessuali, lesbiche e trans.

A ricordare come nacque l’Oscad è Daniele Priori, segretario di Gaylib. “Scrissi una lettera aperta a Manganelli e al comandante generale dell’arma Gallitelli – racconta Priori – era un sabato sera di fine maggio del 2010. C’era appena stata l’ennesima aggressione omofobica a Roma, un ragazzo era stato colpito a un occhio in pieno centro. Non potevamo permetterci un’altra estate di violenza contro noi gay. Manganelli il luned mattina ci fece chiamare per convocarci al Viminale e parlare di omofobia, o meglio, trovare l’inizio di una soluzione. In pochi giorni ci siamo trovati al suo cospetto e abbiamo scoperto un uomo dal profilo assolutamente colto, sensibile e attento a tutte le sfumature della società, alle nostre parole semplici di cittadini qualunque ascoltate per oltre un’ora e mezzo. Deciso a trovare insieme a noi e insieme a tutte le realtà del mondo associativo gay una soluzione. Fatto sta che in quindici giorni l’Oscad iniziava a operare, uno strumento grazie al quale anche i nuovi agenti, ispettori, commissari e dirigenti della polizia potranno essere formati alla cultura dell’inclusione, della non discriminazione nel rispetto dei doveri civici ma anche delle differenze etniche, culturali, di orientamento affettivo, identità di genere, credo religiosi”.

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