Mostra contro la transfobia a Milano, insorge la Lega

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In occasione del Transgender Day of Remembrance, un consiglio di zona organizza una mostra fotografica dal costo di poco più di 2000 euro. Per i consiglieri leghisti è...

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Il prossimo 20 novembre ricorre l’annuale Transgender Day of Remembrance, la giornata mondiale contro la transfobia in cui se ne ricordano le vittime e si sensibilizza l’opinione pubblica sui temi della discriminazione e della violenza ai danni di persone trans.

Per quell’occasione il consiglio di Zona 2 di Milano ha deciso, di sua spontanea volontà, di finanziare una mostra fotografica a tema per una spesa complessiva di 2.250 euro.

L’iniziativa non è piaciuta per niente alla Lega Nord, né al Giornale che si è fatto portavoce dei mal di pancia di consiglieri e militanti milanesi del Carroccio con un articolo dal fuorviante titolo "La mostra dei trans finanziata coi nostri soldi Ecco i costi del politicamente corretto a Milano". Il motivo di tanta attenzione per una mostra di quartiere, oltre alla tanto evidente quanto non dichiarata (in questa circostanza) transfobia dei seguaci di Bossi, sarebbe lo "spreco" di denaro pubblico.

Tutto "mentre a Palazzo Marino (la Lega, ndr) ha cercato di introdurre biglietti Atm da 50 centesimi per mezz’ora per compensare la stangata di inizio settembre – dichiara un arrabbiatissimo Alessandro Morelli, consigliere leghista -, cerca di aprire gratis i parcheggi di interscambio nelle serate dei bus notturni, ma la replica della giunta è sempre che non ci sono i soldi, pensiamo che sarebbe meglio iniziare a risparmiali da iniziative come la giornata "dell’orgoglio trans". Senza voler fare discriminazioni". No, è evidente. Peccato che, probabilmente, introdurre biglietti a 50 centesimi per tutta la città o aprire i parcheggi gratis comporterebbe un costo decisamente maggiore dei 2.250 euro della mostra fotografica.

Ma c’è di più. La cosa che ha fatto, forse, arrabbiare di più la Lega è che la mostra non parte dalla richiesta di un’associazione, ma è iniziativa diretta del consiglio di zona. Una cosa, evidentemente, inaccettabile: "in questo caso – denuncia ancora il Carroccio dalle pagine del Giornale – il proponente è proprio il Consiglio di zona 2, la maggioranza che vuole riaffermare un riconoscimento che neanche è stato sollecitato da associazioni gay o trans". Invece di plaudire ad un’iniziativa di solidarietà e di sensibilizzazione contro le discriminazioni, nata senza che i diretti interessati siano stati costretti a chiederla esplicitamente, la cosa suscita sdegno e condanna.

Quella della Lega, comunque, è una campagna a tutto campo contro le minoranze se è vero, come riporta lo stesso quotidiano diretto da Sallusti, questa contro il Tdor non è l’unica denuncia dei consiglieri leghisti che si sono scagliati contro i corsi di rabo indetti dal Consiglio di Zona 8, contro l’assegnazione delle case ai Rom grazie alla quale è stato possibile eliminare una tendopoli da sotto un cavalcavia cittadino e così via.

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