Muore Alan Bray, storico dell’omosessualità

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Fu tra i primi a realizzare studi scientifici sulla storia dell'omosessualità.

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Lo storico inglese Alan Bray, che con i suoi studi e’ stato tra i primi a ‘sdoganare’ nell’ambito accademico britannico la storia dell’omosessualita’, e’ morto nella sua casa di Londra, in seguito ad un attacco cardiaco. Aveva 53 anni. Docente di storia ecclesiastica al Birkbeck College dell’Universita’ di Londra, il professor Bray ha condotto ricerche che hanno ‘rivoluzionato’ il campo delle conoscenze dei comportamenti sessuali, dimostrando come i rapporti omosessuali fossero largamente praticati durante l’eta’ elisabettiana.

Sebbene durante il periodo rinascimentale la sodomia fosse considerata pubblicamente come ”una depravazione” da condannare e punire, le indagini di Alan Bray sono arrivate alla conclusione che gli atti omosessuali erano di fatto tollerati, anche tra gli alti ranghi della societa’. Una prima sintesi dei suoi studi e’ stata raccolta nel 1982 nel libro ”Omosessualita’ nell’Inghilterra del Rinascimento”, che ha avuto un immediato successo, con traduzioni in tredici lingue, accendendo vivaci e controverse discussioni accademiche.

In successive ricerche, poi confluite anche in volume, il professor Alan Bray ha dimostrato che alcune opere presenti in molte chiese inglesi ritraggono in maniera positiva storie di ”amicizia appassionata” tra uomini. Lo storico sostiene di aver individuato almeno un centinaio tra dipinti e sculture datate tra il XIV e il XIX secolo che commemorano queste ”amicizie appassionate”, al punto che i partner venivano sepolti anche insieme. Tra gli esempi di opere d’arte ‘gay’ individuati da Bray spicca una tela del 1684 presente nella cappella del Christ’s Church College di Cambridge, che celebra il ‘matrimonio’ tra i due gentiluomini John Finch e Thomas Baines.

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