Napoli: le prime quattro coppie di iscrivono al Registro

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Una cerimonia in perfetto stile, presieduta dal sindaco De Magistris ha accolto le prime coppie che hanno scelto di iscriversi al reigistro delle unioni civili. Tra loro una...

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Antonio e Patrizia, Fabrizio e Luca, Antonio e Ida, Giovanni e Patrizia. Questi nomi delle prime quattro coppie iscritte al Registro delle unioni civili del Comune di Napoli. Alla cerimonia, che si è svolta in sala Giunta, ha partecipato il sindaco Luigi de Magistris che si è detto sicuro di “interpretare la volontà diffusa nel Paese. Con le prime coppie iscritte il registro comincia a vivere. Siamo contenti che a Napoli si sia arrivati subito all’istituzione, con una delibera di Giunta e poi con il sì del Consiglio comunale, sancito da una grande condivisione”. Con il provvedimento adottato, ha sottolineato il primo cittadino, “Napoli si conferma città dei diritti civili e politici”. I primi a scrivere i propri nomi sul registro sono Fabrizio e Luca, l’unica coppia omosessuale delle quattro. Un atto “più simbolico che di fatto – dice Fabrizio, ingegnere – in attesa che nel futuro ci sia anche il matrimonio. Ci sembrava normale fare un passo in avanti, ma la legge non prevede ancora quello che vorremmo”. Per Luca, ricercatore, “a piccoli passi si fa la storia e speriamo che questo vada nella direzione del matrimonio, che per noi è l’unica possibile”.

Per entrambi “le realtà locali dimostrano di essere più avanti del Parlamento, che dovrebbe darsi una mossa da questo punto di vista”. I due, insieme da 11 anni, hanno poche speranze  “con questo Parlamento. Speriamo nel prossimo”. E proprio nel giorno dell’approvazione del registro a Milano, De Magistris manda un messaggio al suo collega Pisapia. “A Pisapia – ricorda – abbiamo mandato la nostra delibera. È molto bello che Napoli e Milano siano unite nei diritti civili e politici. È l’Italia che vogliamo, unita nell’attuazione della Costituzione”. Il sindaco di Napoli, poi, auspica che il cosiddetto movimento arancione si faccia promotore delle istanze legate ai diritti civili anche in parlamento. “Dobbiamo avanzare sui diritti civili – ha dichiarato De Magistris a margine della cerimonia – e un movimento arancione non può che caratterizzarsi su questo. Non ci interessa tanto questo dibattito sullo spread, sulle oligarchie tecnocratiche e sulle grandi banche, noi guardiamo alle persone e il movimento darebbe grande voce alle persone”.

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