Napoli: reintegrato primario che prese sangue gay

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Il nuovo commissario rinuncia al reclamo contro la reintegra del primario

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Il Pascale chiude il contenzioso con il direttore del Servizio di Medicina trasfusionale, Domenico Ronga, il primario e consigliere nazionale dell’Anaoo rimosso dopo il caso della trasfusione di sangue donato da un omosessuale. Il commissario straordinario Sergio Florio ha deciso di rinunciare al reclamo proposto dal suo predecessore, Alfonso Barbarisi, contro l’ordinanza del giudice che il 2 luglio scorso aveva disposto in via d’urgenza la reintegra nel servizio del primario licenziato. Florio ha sottoscritto una delibera, provvisoriamente esecutiva, con la quale dispone di non andare avanti nell’iniziativa giudiziaria in attesa di conoscere l’esito dell’ispezione ministeriale avviata sui provvedimenti adottati dalla vecchia amministrazione. La mossa del commissario straordinario sembra dunque porre fine al lungo braccio di ferro che ha visto contrapposti in questi mesi il primario e il vertice del Pascale in una guerra combattuta a colpi di carte bollate.

Riepiloghiamo i fatti. Per l’episodio della trasfusione di sangue proveniente da un donatore omosessuale, Ronga è stato condannato in primo grado, lo scorso 22 novembre, a otto mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli Marcella Suma. Successivamente, l’11 maggio scorso, l’allora commissario straordinario del Pascale, Alfonso Barbarisi, ha disposto con una delibera (adottata con il parere contrario del direttore scientifico Giuseppe Castello) la risoluzione del rapporto di lavoro fra il professionista e l’Istituto specializzato nella cura dei tumori. A Ronga erano contestati anche altri addebiti oltre a quello riguardante la trasfusione. Il primario ha impugnato il licenziamento davanti al Tribunale civile e, il 2 luglio scorso, ha ottenuto dal giudice Rosa Labate l’immediata reintegra nel servizio in attesa della pronuncia nel merito. Il magistrato ha ritenuto il licenziamento non fondato su giusta causa. La decisione è basata fra l’altro sulle conclusioni del comitato dei garanti che, si legge nel provvedimento depositato in cancelleria nei giorni scorsi, oltre ad esprimere «stima per l’altra professionalità» di Ronga ha anche «punto per punto contestato l’esistenza di irregolarità nella condotta del primario», motivando la posizione «con argomentazioni di elevato profilo tecnico e scientifico che non possono essere certamente oggetto di una smentita in sede sommaria».

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