Napolitano a Bologna Pride: “Omofobia è contro Costituzione”

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In occasione del convegno sull'omofobia sul lavoro organizzato tra le attività che precedono il Pride nazionale, il Presidente ha inviato un messaggio: "Omofobia sul lavoro è ignoranza inaccettabile"

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In virtù dei principi costituzionali, "è inaccettabile che il percorso professionale di cittadini che sono parte integrante della nostra società civile possa venire ostacolato da ingiustificabili comportamenti omofobi, frutto di ignoranza e di intolleranza, profondamente lesivi della dignità della persona". Così recita il messaggio, firmato dal segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra e inviato dal Quirinale, al Comitato organizzatore del Pride nazionale, in occasione del convegno "Persone Lgbt e mercato del lavoro: analisi, sfide e prospettive per una piena e buona inclusione" che si apre oggi a Bologna. "Il presidente Napolitano – ricorda inoltre nel messaggio – ha espresso in varie occasioni la sua preoccupazione per il persistere di discriminazioni, remore e pregiudizi nei confronti di chi ha orientamenti sessuali diversi, considerandoli atteggiamenti che contrastano con i principi di uguaglianza, di libertà e di pari opportunità sanciti nella nostra Costituzione".

Napolitano, recita il messaggio letto durante il convegno, "ha anche più volte ricordato come la stessa Costituzione ha solennemente riconosciuto il lavoro come fondamento della Repubblica e come diritto da riconoscere a tutti e da tutelare in ogni sua forma e applicazione". Infine, dal Colle giunge un "fervido augurio per il pieno successo del convegno" che si è aperto questa mattina a Palazzo d’Accursio e che mentre scriviamo è ancora in corso.

Il seminario parte dall’analisi dei risultati ottenuti a seguito della ricerca e del percorso di formazione del progetto "Io sono Io lavoro", svolto nel 2011 da Arcigay e co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle pari opportunità. Partendo da tale indagine, e da altre svolte nel corso degli ultimi anni sullo stesso tema, verranno quindi forniti ulteriori elementi di riflessione mirati a contrastare l’omofobia e la discriminazione delle persone lgbt sul luogo di lavoro. Il tema, viene affrontato dal punto di vista sociologico, psicologico e giuridico.

La ricerca ha rivelato  che per il 75% degli intervistati, tra lgbt ed eterosessuali, essere gay, lesbica, bisessuale o trans è uno svantaggio sul posto di lavoro, a prescindere dal coming out, mentre è un vantaggio solo per il 5%. Per la prima volta, il 45% degli intervistati sono eterosessuali.

Ma non è solo una questione di svantaggi, quanto anche di soprusi: il 19% del campione nazionale riferisce di discriminazioni per sesso o trattamenti ingiusti subiti da colleghi lgbt a causa dell’orientamento sessuale, cifra che arriva al 24% se a rispondere alla domanda sono direttamente le persone lgbt.

Per quanto riguarda la percentuale di lavoratori lgbt, se si considerano i dati per settore professionale, si contano più persone lgbt negli uffici di sindacati, partiti o altre associazioni (88%) seguite da parrucchieri e massaggiatori (84%) mentre quelli "riconosciuti" nell’esercito e nelle forze dell’ordine sono l’83%, più dell’80% che lavora tra spettacolo, sport e moda.

All’incontro partecipano Lars Petterson, Amministratore Delegato Ikea Italia, Elisabetta Gravellino, sales and director marketing Virgin Active Italia, Ivan Scalfarotto in qualità di Founding Executive Director di Parks – Liberi e Uguali, il direttore generale dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) Massimiliano Monanni oltre a docenti universitari, psicologi, avvocati di Rete Lenford, rappresentanti di Arcigay e l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna Donatella Bortolazzi. La segretaria generale della Cgil Susanna Camusso che non ha potuto partecipare di persona, ha inviato un messaggio in cui dichiara come il "riconoscimento delle diversità nell’orientamento sessuale e nell’espressione dell’identità di genere degli individui" è un "aspetto fondamentale delle libertà della persona" e un "diritto di ciascuno di esprimere il proprio essere sia nella vita civile che nel mondo del lavoro". Spesso, anche recentemente, vi sono state "contraddizioni e arretramenti" basti pensare alle "condizioni di lavoro e alle condizioni di cittadinanza dei migranti che contribuiscono all’erario ma non hanno diritti considerati elementari come quello della casa, dell’istruzione, della salute, del voto" oppure alle "diseguaglianze di genere sia in termini di riconoscimenti che di differenze di trattamento".

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