“NIENTE CI FERMERA'”

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Il presidente della Regione Toscana Martini interviene dopo il voto di Grosseto che bocciava la legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale: la approveremo entro la primavera.

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GROSSETO. L’atteso commento del Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, al “caso” politico di queste settimane – la bocciatura, da parte del consiglio comunale di Grosseto, alla proposta di legge regionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere – è giunto in queste ore, proprio dal capoluogo maremmano. “Niente e nessuno – dice il governatore della Toscana – impedirà a questa regione di continuare ad essere terra di libertà”.
Dopo il duro scontro iniziale tra sinistra ed Arcigay da una parte, e maggioranza di centrodestra dall’altra, e dopo l’esplicito invito del mondo gay rivolto al sindaco di Grosseto Alessandro Antichi (clicca qui) di confrontarsi sul tema dei diritti civili in un dibattito televisivo pubblico (invito al quale il sindaco di Grosseto non ha ancora risposto), Martini si dichiara fiducioso dell’approvazione della legge in Consiglio regionale.
Presidente, partiamo proprio da questo. Quali prevede siano, a livello regionale, i tempi e le previsioni di discussione politica della proposta di legge?
La nuova legge arriverà in porto sicuramente entro la prossima primavera.
Il mancato sostegno alla proposta di legge da parte dell’amministrazione comunale di Grosseto mette a rischio l’iter di discussione in Regione?
Il cammino della nostra proposta di legge contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale e l’identità di genere non sarà ostacolato da nessuno. Esso dipende esclusivamente dalla nostra volontà. E’ chiaro che preferiremmo avere un appoggio esteso alla proposta da parte di tutte le forze politiche ed anche il sostegno di Comuni e Province.
Perché la sua presidenza ha ritenuto opportuno appoggiare questa proposta di legge?
La Toscana è da sempre una terra aperta e accogliente, in cui le differenze non fanno paura, ma vengono coltivate nel rispetto reciproco. Oggi abbiamo la possibilità di agire contro le discriminazioni motivate dall’identità sessuale, per costruire una società che integri pienamente tutte le persone. Saremo la prima regione italiana a rendere effettivo il divieto di discriminazione fondato sulle preferenze sessuali. Questo è un grande risultato politico, ma prima di tutto un grande traguardo democratico.
Il voto comunale di Grosseto dà, secondo lei, il senso di quanto ancora oggi la cultura dei diritti civili fatichi ad affermarsi nella politica trasversalmente agli schieramenti?
Credo che tutti gli schieramenti condividano i principi espressi nella Costituzione. L’articolo 3, confermato dalla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, afferma l’uguaglianza e la pari dignità di ogni persona ed impegna Stato e Regioni a rimuovere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale per garantire pari opportunità a ciascun individuo. Il voto del Comune di Grosseto, anche se del tutto legittimo, lascia sconcertati. Spero che la questione trovi presto una soluzione positiva e che a Grosseto non si interrompa il dialogo fra istituzioni e comunità omosessuale.
Infine: sinistra e destra divise su tutto, anche sul fondamentale tema delle libertà personali?
Esistono valori che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti gli schieramenti politici. Nessuno dovrebbe essere contrario a una società più aperta e tollerante. Così come tutti dovremmo impegnarci per il rispetto dei diritti riconosciuti non solo dalla Costituzione, ma anche dalla carta dei diritti dell’Unione Europea. Su questi temi io credo che si possa e si debba trovare uno spazio di lavoro comune, perché ognuno ha qualcosa da offrire per la costruzione di una società più libera. Di certo, come rappresentante delle istituzioni, posso garantire che la Toscana continuerà a mantenere alto l’impegno sul tema dei diritti civili, non solo perché questo aiuta i cittadini omosessuali, ma perché questo rende migliore la qualità di vita di tutti noi.

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di Dario Remigi

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