“No ai froci”: assalito e imbrattato un bar di Abano Terme

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I fatti si sono svolti nella notte tra domenica e lunedì. I vandali, oltre a rubare l'incasso e tentare di appiccare il fuoco, hanno scritto messaggi omofobi. Il...

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Un raid vandalico di stampo omofobo ha colpito un bar gay di Monteortone, una frazione di Abano Terme, in provincia di Padova. L’altra sera, un gruppo di teppisti, con probabili simpatie negli ambienti di estrema destra, è entrato dentro il Black Queen ha rubato l’incasso di 500 euro, tentato di appiccare un incendio, razziato un PC e una friggitrice.

Non contenti, prima di andarsene, hanno anche imbrattato il bancone con una svastica e una frase più che eloquente "no ai froci".

Il locale è un punto di incontro per la comunità gay locale e due volte a settimana ospita spettacoli di drag queen.

"Sono molto deluso e amareggiato – ha spiegato al Mattino di Padova il titolare del bar, Andrea Lorenzin – di fronte a cose del genere viene voglia di non aprire più e credo che lo farò. Non si può sempre combattere contro la cattiveria e l’ignoranza, forse chiudo qui questa esperienza. Il locale è aperto da un anno: l’ho pensato sul modello di alcuni locali che frequentavo a Londra, città dove ho vissuto negli ultimi anni e dove sono stato benissimo. Qui evidentemente c’è tutta un’altra aria".

Solidarietà al proprietario del locale è stata espressa da Alessandro Zan, assesore all’ambiente del Comune di Padova e consigliere di Arcigay Padova. "Atti come questi – ha dichiarato Zan alla stampa locale – nascono da un male profondo della nostra società che sta in una politica omofoba, dell’odio e del disprezzo verso le differenze, che lancia dei messaggi discriminatori a partire dal presidente del Consiglio, che usa le espressioni "mi piacciono le donne, preferisco andare con le donne piuttosto che con i gay", che poi si traduce nel favorire la prostituzione minorile. L’attuale scenario è zeppo di figuri che esprimono l’arretratezza culturale di una classe politica omofoba e lontana dall’Europa, che con parole di odio legittima le persone malintenzionate a compiere atti del genere".

A scoprire il raid è statolo stesso Lorenzin quando, lunedì mattina, è andato ad aprire il suo bar e si è trovato davanti allos cempio compiuto dai vandali. Lorenzin ha subito sporto denuncia ai carabinieri che stanno indagando sull’accaduto.

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