«NON CHIUDETE “GAYWATCH”»

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La direttrice Daniela Hamaui chiude la rubrica gay dell'Espresso curata da Daniele Scalise. Grillini e De Giorgi inviano una lettera di rammarico. Ecco l'indirizzo dove scrivere i vostri...

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All’inizio di questa settimana, una breve nota firmata da Daniele Scalise dava la notizia: «Cari amici, la rubrica dell’Espresso “Gaywatch” che trattava argomenti legati al mondo gay, lesbico, trans e bisex è stata chiusa. La decisione di Daniela Hamaui, direttore del settimanale di Via Po, mi è stata comunicata nei giorni scorsi. Ringrazio tutti coloro che da quando Gaywatch fu inaugurata sotto la direzione di Giulio Anselmi – febbraio 2001 ­ mi hanno seguito, aiutato, sostenuto e incoraggiato. Mi scuso di non essere riuscito, per mancanza di tempo, a rispondere alle centinaia di lettere ed email che in questi mesi mi sono arrivate. Continuo ad essere persuaso che la battaglia dei diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transgender riguardi tutti coloro che ritengono fondamentale rendere più giusto e più civile questo paese».

Nessuna spiegazione sulle motivazioni. Da quel momento, in mailing list e siti internet, è cominciato un tam-tam nella comunità gay per esprimere il proprio dissenso alla direzione del settimanale. L’indirizzo dove pubblicare i propri interventi è http://www.espressonline.it/ESW_forum_rispondi/1,2410,8934_1,00.html.

Di seguito riportiamo il testo della lettera scritta a Daniela Hamaui da Franco Grillini e Alessio De Giorgi.

Roma, 18 settembre 2002

Egregio Direttore, chi scrive è, tra l’altro, direttore del proprio sito internet: l’On. Franco Grillini di NOI, Notizie Omosessuali Italiane, e Alessio De Giorgi di Gay.it. In questa qualità, e consapevoli dell’importanza dell’informazione nel combattere i pregiudizi, i tabù e i razzismi contro le minoranze, abbiamo appreso con disappunto della chiusura della rubrica “Gaywatch” condotta dall’amico Daniele Scalise settimanalmente.

Al suo apparire ci eravamo felicitati con l’Espresso riconoscendo alla testata il merito di ospitare una rubrica di informazione settimanale che dava legittimità e valore all’informazione sull’omosessualità, in Italia e nel mondo, in un quadro di grande presenza della scena gay e di grande vitalità della comunità omosessuale. D’altra parte proprio l’Espresso ha una storia gloriosa di attenzione e partecipazione attiva alle più importanti battaglie per i diritti civili, divorzio prima e aborto poi. Attenzione anche per le minoranze e per la più generale questione dei diritti e delle libertà. Per molti italiani Espresso è sinonimo di laicità e di libertà d’informazione. Tanto più verso le persone omosessuali che hanno da sempre subito l’ostracismo e la censura verso l’idea positiva di una possibilità di espressione sia come gruppo che come singoli in una informazione non distorta dal pregiudizio ideologico o religioso.

Negli ultimi tempi l’informazione nel suo insieme si è sempre più interessata alla questione omosessuale sia per l’interesse dell’opinione pubblica sia per l’importanza della questione gay come notizia. Basti vedere cosa sta accadendo a Bari dove è stato annunciato con un anno di anticipo la manifestazione del gay pride e dove non passa giorno che sulle prime pagine dei giornali locali non si faccia cenno dell’evento. Si potrebbero fare altri mille esempi, ma ci fermiamo qui perché ciò che ci interessa è la sua decisione di chiudere una rubrica molto gradita dal pubblico dei lettori dell’Espresso. Come direttori di siti internet di informazione ce ne rammarichiamo, come giornalisti o cittadini siamo dispiaciuti di una scelta che impoverisce il panorama dell’informazione sull’omosessualità e come liberi cittadini ci auguriamo che questa decisione della Sua testata non prefiguri una svolta conservatrice in un quadro già dominato dall’informazione targata Berlusconi.

Cordialmente

On. Franco Grillini direttore di NOI

Alessio De Giorgi direttore di Gay.it

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