NON DISCRIMINATE I PRETI GAY

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Don Dino D'Aloia, rettore del seminario di San Severo a Foggia, si scaglia contro la decisione vaticana di negare il sacerdozio agli omosessuali: "Meglio escludere gli avidi e...

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SAN SEVERO (FOGGIA) – Sarebbe discriminante, secondo il rettore del Seminario minore di San Severo, don Dino D’Aloia, il documento della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti che ha definito “assolutamente sconsigliabile e imprudente” l’accesso al sacerdozio di persone con tendenze omosessuali.
Il sacerdote è da qualche giorno in Francia dove sta trascorrendo una vacanza con alcuni ragazzi del seminario e non esita a ricordare che gli “è capitato di seguire alcuni ragazzi che, proprio in questa fase, stavano scoprendo la loro tendenza omosessuale”. Poi c’è stato il documento della Congregazione, aggiunge, “e quindi mi sono convinto che si tratta di un provvedimento discriminatorio e, secondo il mio parere, molto infelice”.
Don D’aloia è sacerdote da 10 anni e da tre è rettore del seminario di San Severo. “La tendenza omosessuale non è un fatto volontario – prosegue – e quindi non vedo come possa costituire un impedimento per diventare sacerdote. Ritengo, infatti, che non si possa equiparare la tendenza con l’esercizio sessuale. Nel sacerdozio sia l’eterosessuale che l’omosessuale deve comunque rinunciare all’esercizio della sessualità e quindi francamente non capisco dove ci sia il motivo che ha spinto la Congregazione ad assumere quel genere di provvedimento”. Nel seminario foggiano è ospite una ventina di ragazzi che sta studiando per poi ricevere i voti del sacerdozio.
“Ciò che è più grave – prosegue padre D’Aloia – è che la risposta della Congregazione penalizza addirittura quelli che hanno solo una tendenza omosessuale. Nella mia esperienza ho conosciuto preti con tendenze omosessuali e alcuni hanno un grande cuore pastorale, innamorati di Dio, persone generose e amabili come tanti altri sacerdoti che non sono”. Il sacerdote ritiene inoltre che “i peccati gravi siano ben altri come ad esempio l’egoismo individualista, l’attaccamento al denaro, al potere, alla carriera, anche quella ecclesiastica. Mi farebbe piacere che la Congregazione si esprimesse anche su queste tendenze sostenendo ad esempio che i giovani carrieristi e avidi di denaro, non pentiti, non possono essere ordinati sacerdoti”.
“Pur volendo ammettere che sia sempre peccaminoso – conclude don Dino – l’atteggiamento di chi volontariamente esercita l’omosessualità, della quale cosa io non sono comunque affatto convinto, non capisco perchè si debba tenere lontano dal sacerdozio soltanto chi, si ritiene, possa avere degli atteggiamenti disordinati in campo sessuale”.

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