NOZZE GAY ALLA LOMBARDA

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Roberto Biscardini (Sdi), consigliere regionale della Lombardia, presenterà una proposta di legge al Parlamento sulla disciplina delle Unioni di fatto. Ma a che serve? Ce lo spiega lui...

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Mentre Formigoni è intento a litigare con l’ala oltranzista di Forza Italia, alla regione Lombardia qualcun altro prova ad aprire spiragli di libertà verso la comunità omosessuale. Per la verità ci è sembrata sopita la conoscenza di molti consiglieri regionali verso i problemi della più grande comunità omosessuale d’Italia. Qualcuno all’opposizione cerca di destare i cuori e l’impegno politico dei colleghi. Roberto Biscardini, segretario regionale dello Sdi, membro della direzione nazionale e consigliere regionale della Lombardia presenterà una proposta di legge al Parlamento sulla disciplina delle Unioni di fatto. Il legnanese Biscardini partecipa da molti anni alla vita politica e culturale di Milano, socialista dal 1974 ha curato la pubblicazione del “Diario di prigionia” del padre Giuseppe, internato nei campi di concentramento. Lo incontriamo per farci spiegare la proposta di legge e per fare un punto sulle attività da svolgere a favore della popolazione GLBT.
Roberto, cosa vi ha spinto a presentare questa proposta di legge?
I socialisti sono sempre stati attenti a queste cose. In questa legislatura ho proposto una legge sull’immigrazione, poi una che riguarda la Costituzione e per ultima questa sulle coppie di fatto.
Stiamo parlando di estensione dei diritti civili.
Certo. Nella Carta costituente delle future regioni ho chiesto che ci sia un capitolo proprio sull’estensione dei diritti individuali. Anche la Costituzione dovrà coprire queste garanzie che attualmente mancano.
Riprendere un dialogo con la comunità omosessuale? Questo vuoi dire?
Crediamo prioritario dialogare con voi; fare una verifica anche in Parlamento per far passare questa proposta di legge.
Sì, ma non è che mancano disegni di legge sulle coppie di fatto.
Sappiamo che alcuni partiti della sinistra si sono dedicati a progetti di legge come la Buffo o il progetto Grillini. In questa legislatura mi sembrava che anche i socialisti avrebbero dovuto scoprire le carte sui diritti ai gay.
Che valenza ha una proposta regionale rivolta al Parlamento nazionale?
Soprattutto politica. Pensiamo che le regioni devono avanzare proposte di legge al Parlamento e usare questo strumento molto di più per incidere sui dibattiti parlamentari. La procedura è costituzionale e la regione Lombardia ha un peso enorme che supera ogni logica di partito.
Che iter seguirà questa proposta di legge sulle coppie di fatto?
Verrà discussa in Commissione e poi in Consiglio regionale e se approvata obbliga il Parlamento a portare in aula il nostro testo.
Capisco, anzi credo che finirà tra le mille scartoffie che albergano a Montecitorio.
Dobbiamo provarci! Far conoscere ai cittadini le nostre posizioni e dare una risposta culturale e politica alle coppie che vivono nel limbo istituzionale.
Perché non fate proposte adeguate nel Consiglio regionale? Forse sarebbe più utile.
Hai ragione. Dobbiamo costruire innanzitutto una coesione tra partiti ed aprire una sinergia col Comune di Milano. Poi destinare la discussione a convegni, dibattiti…
No, forse è più logico e giusto andare a discutere direttamente una legge regionale.
Voi come movimento siete decisivi, ma come ci si arriva? Io vorrei allargare questa mia proposta alle altre Regioni per ottenere un più ampio consenso ma è chiaro che dovremmo muoverci come Regione Lombardia.
Vediamo come colmare questo vuoto regionale verso le coppie di fatto.
Se ci mettiamo insieme ad altre forze politiche, possiamo derubricare il testo di legge da me stilato, per vedere cosa la Regione può fare subito. Con i nuovi poteri che le sono assegnati potremmo fare molto. Ad esempio la materia normativa sulle abitazioni potrebbe essere presa in considerazione direttamente da noi. Così le coppie di fatto entrerebbero nelle liste dell’edilizia popolare ed a ogni agevolazione in materia.
Questo è un buon inizio.
I problemi li conosciamo, sono quelli assistenziali, previdenza sociale, successori. Ecco: la Regione potrebbe subito leggiferare su casa e Sanità.
Potrebbe? Dovrebbe cominciare a dare alle coppie di fatto casa e sanità.
Un diritto che oggi sento prioritario. Scriverò ai responsabili degli altri partiti per cominciare a sondare il terreno. L’Istat ci dice che in Lombardia vivono 60 mila coppie di fatto, omo ed etero. Su questi numeri non possiamo giocarci o dimenticarsene.
Biscardini, in Comune esiste una Commissione che sta lavorando sulle coppie di fatto, volete istituirne una in Regione?
Assolutamente sì se riesco a coinvolgere gli altri partiti. Noi viviamo intorno ad una massa di problemi con poco spazio verso i diritti individuali, dobbiamo abbattere i dissensi che possono arrivare dalla Chiesa e dialogare con il mondo cattolico per riuscire a far passare questi temi di libertà.
Trova una forza dialogante con gli altri partiti per dare ai cittadini lombardi nuovi e più diritti.
Lo farò. Sappiate comunque che nello Sdi avrete da oggi una forza politica con cui confrontarsi e che i nostri compagni saranno voce e stimolo per arrivare a fare leggi regionali o nazionali che indirizzino le libertà verso coloro che finora ne sono rimasti fuori.
Grazie, Roberto.
Grazie anche a voi per questa nuova opportunità che possiamo dare alle coppie di fatto.

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di Mario Cirrito

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