NOZZE GAY IN CHIESA DANESE

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Il Primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen e' personalmente favorevole al matrimonio in chiesa degli omosessuali, ma "la politica non deve immischiarsi nella vita interna della Chiesa".

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COPENAGHEN – Il Primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen e’ personalmente favorevole al matrimonio in chiesa degli omosessuali, ma ritiene che la politica non debba “immischiarsi nella vita interna della Chiesa”.
Rasmussen, che ha espresso questa opinione al settimanale “Sondagavisen”, ha insistito sul fatto che si tratta di un parere strettamente personale, ma ha aggiunto che “e’ difficile distinguere tra l’uomo e il premier dal momento che in fin dei conti sono la stessa persona”.
Le sue dichiarazioni hanno suscitato immediate reazioni, generalmente positive sia nel mondo politico che nella Chiesa.
La Danimarca e’ stato il primo paese al mondo, nel 1985, ad autorizzare l’unione civile delle coppie omosessuali. Il matrimonio in chiesa resta tuttavia una rivendicazione che continua a suscitare un dibattito acceso.
“Io ho difficolta’ a credere che Dio abbia, con uomini e donne omosessuali, rapporti piu’ tesi che con chiunque altro” ha detto Rasmussen, secondo il quale tuttavia “bisogna lasciare i riti della Chiesa nelle mani dei pastori e dei consigli parrocchiali” senza intromissioni della politica.
Le dichiarazioni di Rasmussen sono state commentate per prima dalla portavoce dei socialdemocratici per gli affari della Chiesa, Karen Klint, la quale ha rilevato soprattutto che “per i cittadini e’ difficile capire che il premier possa esprimersi come persona privata”. Di conseguenza “quello che ha detto va preso seriamente – ha aggiunto – e noi siamo pronti a rivedere la legge sui matrimoni in modo che gli omosessuali possano sposarsi in chiesa con gli stessi diritti giuridici degli eterosessuali”. Ai preti, ha aggiunto la portavoce, bisognerebbe lasciare naturalmente il diritto dell’obiezione di coscienza.
Nessun commento da parte del partito del premier, mentre la maggior parte dei vescovi ha reagito con interesse, anche se le voci nettamente favorevoli al matrimonio in Chiesa sono la minoranza. Intervistato dal quotidiano “Politiken’, il vescovo di Lolland Falster, Holger Jepsen, ha detto: “personalmente non ho niente contro, ma bisogna tener conto della necessita’ che sia tutta la chiesa a prendere posizione”.
Per il vescovo di Roskilde, Jan Lindhardt “dal momento che le coppie omosessuali possono essere registrate dallo Stato, dovrebbero anche potersi sposare in chiesa. Se la societa’ li accetta, come ormai accade e anch’io sono d’accordo, non vedo perche’ non si debba fare”.
Tra i contrari, il vescovo di Fyen, Kresten Drejergaard, il quale ritiene che “gli omosessuali danneggiano se stessi e la stessa chiesa mettendosi in mostra come fanno adesso”.
Ma la maggior parte dei vescovi ritiene soprattutto che la legge attuale e’ buona, nella misura in cui riconosce i diritti giuridici alle coppie omosessuali. Secondo il vescovo di Ribe, Elisabeth Dons Christensen, un’ ottima soluzione e’ stata la decisione del 1997 dei vescovi, che ha dato la possibilita’ di una messa che sottolinea l’amore che unisce due omosessuali. “In questo modo rispettiamo tanto la chiesa, che quelle persone e il loro amore – ha detto il vescovo -. Oggi possiamo arrivare fino a questo punto, perche’ dobbiamo tener conto di quella parte della chiesa che ritiene contro natura il rapporto di coppia tra omosessuali”.

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