Nozze in 50 stati entro 5 anni: la promessa alla vigilia di Stonewall

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Dopo la sentenza della Corte Suprema, le associazioni lgbt statunitensi promettono il matrimonio gay in tutti gli stati Usa in cinque anni. Alla vigilia di Stonewall, la comunità...

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Matrimonio gay in 50 stati entro 5 anni. E’ l’obiettivo che le associazioni e la comunità lgbt si è data dopo la storica sentenza della Corte Suprema di ieri secondo cui il Doma (Defence of Marriage Act), la legge che definifa matrimonio solo l’unione tra un uomo e una donna, è incostituzionale, così come la Proposition 8 della California.

“Entro cinque anni, porteremo il matrimonio egualitario in tutti e 50 gli stati” è stato l’impegno preso da Chad Griffin, presidente di Human Rights Campaign durante il discorso pronunciato proprio fuori dalla Corte Suprema.

I prossimi obiettivi su cui associazioni e gruppi lgbt stanno lavorando sono l’Oregon e il Nevada, dove si sta cercando di ottenere un referendum per il prossimo anno, mentre la discussione è approdata in tribunale nelle Hawaii. Una causa è in corso anche in Nuovo Messico, dove la legge è ambigua sull’argomento.

Un impegno gravoso, quello assunto da Griffin e sottoscritto da altre associazioni, che di certo richiederà altre sedute nell’aula del più alto tribunale degli Usa, ma la strategia degli attivisti è quella di far sì che quanti più Stati riconoscano il matrimonio tra persone dello stesso sesso in modo che ad un certo punto la Corte scavalchi i divieti dei rimanenti Stati costringendoli, di fatto, ad adeguarsi, come successe nel 1967 con il divieto di matrimoni interrazziali. Divieto abolito proprio l’anno prima di quella che viene ricordata in tutto il mondo come la nascita ufficiale del movimento lgbtq internazionale e la Giornata Mondiale dell’Orgoglio Gay. Ricorre domani, infatti, il 44esimo anniversario dei moti di Stonewall . Nella notte tra il 27 e il 28 giugno del 1968 la polizia fece irruzione in un locale del Greenwich Village di New York, lo Stonewall Inn. Un blitz come tanti la comunità lgbt newyorchese era abituata da sempre a subire. Ma quella notte le cose andarono diversamente e gli avventori del bar si ribellarono al blitz scatenando una vera e propria rivolta per le strade del quartiere.

Un'immagine dei moti di Stonewall

Un’immagine dei moti di Stonewall

Si dice che a dare inizio alla rivolta fu una transgender, Sylvia Rivera che scagliò una bottiglia contro la polizia. Gli scontri durarono tutta la notte e ripresero la notte successiva e, ancora, un paio di giorni dopo.

Da allora, giugno è considerato il mese dell’orgoglio gay ed è per questo che tradizionalmente i Pride si tengono in questo mese.

Quest’anno gli Usa festeggiano un anniversario di Stonewall certamente speciale: dopo 44 anni da quella notte, infatti, gli statunitensi sono vicini al matrimonio egualitario come non lo sono mai stati prima.

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