Nozze in chiesa per i danesi e niente obiezione in Olanda

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Due stati pionieri nei diritti dei gay, segnano un altro passo nel cammino verso l'uguaglianza totale. Nozze in chiesa per i danesi dalla primavera e fine dell'obiezione di...

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Le nozze gay tornano all’ordine del giorno nella politica dei paesi europei più avanzati. Stiamo parlandi di Danimarca e Olanda, entrambi pionieri nel riconoscimento dei diritti delle coppie lgbt, che continuano il loro percorso verso l’uguaglianza reale.
Il governo danese, infatti, ha annunciato che a febbraio inizierà il processo che porterà alla possibilità per le coppie gay e lesbiche di sposarsi in chiesa con la stessa cerimonia prevista per le coppie eterosessuali. Il Paese di Andersen è stato il primo al mondo, il 7 giugno del 1989 a prevedere un riconoscimento legale per le coppie gay istituendo per la prima volta le unioni civili. Dal 1997 le coppie gay possono sposarsi con una sorta di benedizione apposita celebrata alla fine dei consueti riti previsti dalla chiesa.
Il ministro per gli Affari Ecclesiastici del governo danese ha fatto sapere che la nuova legge porterà la Danimarca allo stesso livello di altri paesi come l’Islanda e la Svezia in cui le coppie gay possono sposarsi in chiesa con la stessa cerimonia delle coppie eterosessuali. Il primo matrimonio gay danese è previsto, con buona probabilità, per la prossima primavera: "Sarò lì fuori a tirare il riso" ha dichiarato il ministro.

Sul fronte olandese, invece, la novità arriva da una proposta del partito ecologista, i Groenlinks, approvata dal parlamento de L’Aja. Il documento impegna il governo a cambiare l’attuale legge sui matrimoni gay eliminando la parte che prevede la possibilità dell’obiezione di coscienza per motivi religiosi.
Secondo Verdi, infatti, questa deroga prevista dalla legge olandese sui matirmoni gay, la prima ad essere approvata nel 2001, infrange, in realtà, la norma anti-discriminazione.
Il maggior numero di casi di coppie che si sono sentite rifiutare la richiesta di sposarsi da un obiettore si registrano nella cosiddetta "Bible Belt", ovvero un’area del paese con un elevata presenza di comunità cristiane radicali.
E mentre il provvedimento rischia di cerare delle crepe nella maggioranza parlamentare, l’equilibrio sottile raggiunto su questo testo è minacciato da un caso che sta facendo molto discutere. Un pubblico ufficiale del comune de L’Aja, infatti, è stato licenziato per aver rilasciato un’intervista ad un quotidiano locale nella quale sollevava eccezioni di moralità riguardo agli omosessuali. L’uomo, però, che non intende accettare la cosa, ha ricevuto il sostegno di numerose associazioni religiose ed è intenzionato a portare la cosa intribunale denunciando una discriminazione nei confronti del suo credo.

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