Nuova Zelanda: la Premier nega omosessualità

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la primo ministro Helen Clark si sarebbe sposata per mettere a tacere le voci su una sua presunta relazione lesbica, scegliendo così un "male necessario".

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Secondo una recente biografia, il Primo Ministro neozelandese Helen Clark, ha detto che il suo matrimonio è stato un "male necessario" che l’avrebbe aiutata a mettere fine alle voci infondate secondo le quali lei sarebbe una "lesbica sterile". Lo rivela il Sydney Tribune.

La signora Clark, 51 anni, considerata uno dei leader politici più popolari che il paese abbia mai avuto, è sposata al rinomato accademico Peter Davis.

Nel libro "Helen: Portrait of a Prie Minister", l’amico intimo e consigliere Brian Edwards è autore di inedite rivelazioni, come il fatto che già vincere le nomination del partito nella campagna elettorale a Auckland nel 1981 fu un successo inaspettato.

«Fu una campagna difficile – ha detto la Clark – Come donna single ero davvero martellata. Ero accusata di essere una lesbica, di vivere in una comune, di avere amici trotskisti e gay, di essere instabile e incapace di gestire alcunché».

La primo Ministro avrebbe anche detto a Edwards che entrando in Parlamento, lei ricorda uno dei membri più anziani del suo partito che parlava di lei come una "lesbica sterile" e che sosteneva che anche Davis era gay. C’erano voci, scrive Edwards, che il vero amore della Clark fosse Catherine Tizard, che in seguito divenne governatore generale.

Il direttivo del partito alla fine persuase lei e Davis a sposarsi: «Non mi importava di essere in un modo o nell’altro – ha detto Davis – Ma non penso che Helen fosse troppo entusiasta. Eravamo coinvolti in questo gioco più grande che è la politica».

La signora Clark ha detto di non aver gradito molto il fatto di sposarsi, considerandolo un "male necessario": «Sentivo sempre come se la mia indipendenza fosse in qualche modo compromessa dal fatto di essere sposata». Ha anche detto di non aver "mai" voluto bambini. «Ci sono cose migliori da fare con la tua vita, se non hai impedimenti».

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