Olanda: vince la destra antigay

di

La Lista Fortuyn diventa la seconda forza politica del paese. Prossimo primo ministro sarà forse Balkenende, avversario delle politiche su eutanasia, matrimoni gay e droghe leggere.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


L’AJA – Gli elettori olandesi hanno voltato a destra dando un’ampia vittoria all’opposizione. Gli olandesi hanno votato per Pim Fortuyn, il leader populista omosessuale assassinato il 6 maggio, e la Lista che porta il suo nome (Lpf) diventa la seconda forza politica del paese dietro i cristiano-democratici (Cda), che guideranno il governo. Prossimo primo ministro olandese sarà con ogni probabilità il quarantaseienne Jan Peter Balkenende, professore di filosofia cristiana, avversario delle politiche olandesi nei confronti di eutanasia, matrimoni gay e tolleranza verso le droghe leggere.

Esce a brandelli la maggioranza che ha governato negli ultimi otto anni l’Olanda, con socialdemocratici (Pvda) del premier uscente Wim Kok e liberali (Vvd) dimezzati.

Secondo i risultati ufficiali pressochè definitivi diffusi in nottata (mancano solo i voti all’estero, il cui spoglio verrà completato entro il 21 maggio), 43 seggi, sui 150 della Camera bassa, sono andati ai cristiano-democratici (ne avevano 29 nel Parlamento uscente) e certamente il "formatore", colui che riceverà dalla regina Beatrice l’ incarico di formare e poi di guidare il nuovo governo sarà il giovane leader Jan-Peter Balkenende. Logica e previsioni dicono che l’Olanda avrà un governo di centrodestra, guidato da Balkenende e dal Cda, sostenuto dalla Lista Pim Fortuyn (oggi domani sarà eletto il nuovo capo del partito) con i suoi 26 e dai liberali, che ne hanno 23 e sarebbero protagonisti di un loro personale ribaltone, essendo anche loro usciti ridimensionati dall’esperienza governativa appena conclusa (nelle precedente legislatura avevano 38 seggi).

In virtù del sistema elettorale olandese – un proporzionale puro, che favorisce la dispersione dei voti – nessun partito può pretendere di formare il governo da solo.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...