Omofobia: Aljazeera scatenata contro i gay

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Ancora credenze religiose, questa volta musulmane, alla base di pregiudizi contro le persone omosessuali.

DUBAI – Offendere, denigrare e trattare come ripugnanti e inferiori altri esseri umani sembra purtroppo una pratica d’inciviltà niente affatto in estinzione. Quando si tratta di parlare (male) della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) tali commenti sono spesso frutto di pregiudizi che hanno una forte matrice religiosa. Il sito internet Aljazeera.com (in arabo vuol dire L’Isola, questo sito e l’omonima rivista non sono associate in alcun modo con l’omonimo canale televisivo satellitare del Qatar) ce ne offre un chiaro esempio nella rubrica delle lettere curata da Sheikha Sajida (nella foto). A seguito di una sentenza favorevole ai pari diritti delle coppie omosessuali emessa dalla Corte Suprema del New Jersey un lettore americano, Tom, scrive chiedendosi «come mai il matrimonio ‘same-sex’ è ancora bandito in molti paesi, specialmente negli stati arabi o musulmani. Quelle persone dovrebbero essere rispettate, così come le loro necessità. Ciò dimostra solo la poca o forse dovrei dire l’assenza di tolleranza in quegli stati.» A Tom risponde la curatrice della rubrica, Sajida, che gli ricorda che l’omosessualità è proibita dall’Islam e dunque bandita dagli Stati arabi e musulmani, per via dei «devastanti effetti e del caos che infliggerebbe al tessuto morale e sociale della società» in quanto costituirebbe «violazione dei limiti prescritti da Dio.» Sajida ovviamente neanche considera la possibilità che non tutti al mondo credano in una qualche divinità e dunque non si capisce perché i dettami divini (indimostrabili per loro stessa natura) debbano essere imposti per legge anche ad agnostici e atei, quale che sia il loro orientamento sessuale.
Ma la giornalista va oltre, ribadendo il concetto che le relazioni tra persone dello stesso sesso non dovrebbero essere legalizzate, per poi fare un patetico scivolone quando scrive che «Alcuni affermano che un sodomita lo è per cause genetiche, ma scientificamente parlando questo non è vero» e che la sodomia sarebbe «un’indesiderabile cattiva abitudine, come essere drogati o alcolisti. Comincia come un passo e poi diventa una dipendenza e una malattia.» Vecchi discorsi, idee basate sull’ignoranza dei fatti, pregiudizio allo stato puro. L’orientamento sessuale è parte dell’identità della persone e dunque non può certo essere considerato una “dipendenza”. Per quanto riguarda le cause genetiche: sebbene l’ultima parola sulle cause dell’omosessualità non sia ancora stata detta è crescente il numero di studi e ricerche che indicano nel profilo genetico di ciascuno perlomeno un cofattore di fondamentale importanza. La giornalista di Aljazeera comunque si allontana ben presto dall’aspetto (pseudo) “scientifico” del suo discorso, per tornare velocemente sui sentieri certamente più comodi e meno confutabili delle credenze soprannaturali, dicendo al lettore che se l’omosessualità «fosse stata genetica Dio non l’avrebbe proibita in tutte le religioni.» Seguono citazioni dal Corano e dalla Bibbia (Vecchio Testamento). Ai credenti omofobi di qualunque religione si potrebbe far notare che se Dio non avesse gradito l’esistenza degli omosessuali probabilmente non li avrebbe creati. (Roberto Taddeucci)

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